#M5S TAP: Profitti privati con fondi e garanzie pubbliche


http://www.youtube.com/watch?v=F7DhnR1_L60
Ecco la versione integrale del mio intervento in aula

Il TAP è solo una parte di un mega-progetto (oltre 2000 km) per il trasporto del gas dalla regione del Caspio verso il “mercato europeo”, tutto da costruire. Stiamo parlando della realizzazione di un tubo (un gasdotto) che andrà dal Caspio alla coste pugliesi, il TAP sarà connesso al TANAP ed al Trans Caspian Pipeline che servirà per prelevare gas dal Turkmenistan.

C'è un di accordo negoziazione dal 2011 tra ue e turkmenistan, su base giuridica sconosciuta! Infatti sarebbe di competenza di tutti gli stati membri. Il Corridoio sud del gas è un progetto unico nessuna delle sue parti avrebbe senso senza le altre

Non esiste inoltre, una stima dei costi complessivi del TAP né del Corridoio sud del gas.
Il consorzio Trans Adriatic Pipeline GA è una società a responsabilità limitata registrata a Baar, nel cantone di Zugo, in Svizzera.
Le uniche informazioni pubbliche sul consorzio che dovrebbe costruire uno dei progetti strategici europei considerato “progetto di priorità comunitaria” e di certo il più grande progetto energetico in cui sarà coinvolto il governo italiano nei prossimi decenni sono il nome del consigliere delegato e del consiglio di amministrazione. riferimento compagnie petrolifere

Ci chiediamo se la registrazione del TAP in un
noto paradiso fiscale non sia in conflitto con il piano “Destinazione Italia” che il governo italiano si appresta a varare.
Più che per “attirare gli investimenti esteri e favorire la competitività delle imprese italiane” ci sembra che il TAP sia un progetto strutturato per facilitare la fuga di capitali verso una chiara “destinazione Svizzera” o “destinazione ignota”.

La struttura finanziaria del progetto (e delle altre componenti del Corridoio Sud del gas) non è pubblica.

Ci dicono di questo gasdotto:
“Essendo interamente finanziatao con fondi
privati, il gasdotto TAP dovrebbe soddisfare in pieno i requisiti italiani previsti per i progetti di infrastrutture che non richiedono fondi pubblici.”
In realtà, TAP sembra avere già beneficiato di un sostegno pubblico per la fase di progettazione e punta ad accedere a finanziamenti pubblici tramite EBRD (Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo), EIB (Banca Europea degli investimenti).

- Il TAP è uno dei 248 “progetti di interesse
comunitario” nel settore energetico che la
Commissione europea punta a costruire entro il 2050 per “rilanciare l'economia europea” attraverso le grandi opere e completare il “mercato europeo del gas”. Sempre secondo la Commissione europea  servono fino a 2 mila miliardi di euro entro 2050 per costruire le infrastrutture necessarie all'Europa.

Come finanziarli?
CEF – Connecting Europe Facility iniziativa lanciata nell'Ottobre 2011;  che prevde Nuovi meccanismi finanziari “Europe 2020 Project Bond (PBI)” e “Project Bond Credit Enhancement (PBCE)”  che prevedono  intervento pubblico per facilitare il rifinanziamento del debito attraverso i mercati finanziari.
Cioè si tratta di nuovi meccanismi finanziari di “sostegno al credito” - in cui la BEI interviene per rendere liquido il debito pregresso generato dal progetto concedendo un'apertura di credito e facilitando l'emissione di “bonds” (titoli di debito) sui mercati finanziari.
L'intervento pubblico serve quindi a migliorare il rating dei titoli, e permetterne la vendita a investitori istituzionali (come fondi pensione, assicurazioni, fondi investimento, istituzioni finanziarie pubbliche, etc)
La solita prassi, progetti privati, profitti privati con fondi e garanzie pubbliche concesse alle grandi multinazionali che vengono in Italia per stuprare il territorio, mentre si lasciano morire le piccole medie imprese che rappresentano il tessuto sociale

In pratica l'intervento pubblico è finalizzato a ridurre il rischio di questi mega progetti economicamente e finanziariamente non sostenibili, per assicurare il ritorno ai detentori del debito e ai promotori del progetto – a discapito dell'interesse collettivo e dei cittadini!

Praticamente è già successo in Spagna. Caso Progetto Castor, primo progetto pilota
finanziato con questo sistema nel luglio 2013 per realizzare  un deposito di gas largo costa Valencia , in mare.

Si è creato un debito 1.2 miliardi con banca Santander – rivenduto sui mercati con emissione di “bond” per 1.7 miliardi tramite investitori istituzionali ( soldi pubblici )

26 settembre 2013– governo spagnolo costretto a bloccare le operazioni in seguito a centinaia di
scosse sismiche fino a 4.2 della scala Richter
Cosi si sono attivate le clausole finanziare sfavorevoli al governo!
Che prevedono che il governo spagnolo acquisti le equity del progetto e garantisca i detentori dei bond, ovvero il debito diventa pubblico!

Quindi si tratta di meccanismi ad altissimo rischio di generazione rischio futuro, è un uso criminale di questi strumenti, visto che sono gli stessi strumenti che hanno creato bolle speculative che hanno generato la crisi.

Dal punto di vista economico la costruzione di questo gasdotto va a svantaggio dei cittadini italiani.
E' un'opera funzionale a interessi finanziari di attori terzi, società private o altre lobby che rischia di generare un debito pubblico che potrebbe aggravare la situazione economica del paese.
Difronte a questo rischio riteniamo che la dimensione finanziaria vada chiarita prima del
completamento delle procedure di ratifica dell'accordo internazionale. Per questo presenteremo pregiudiziale e sospensiva.

Chiediamo che:
1. il consorzio costruttore del gasdotto TAP e delle opere annesse sia registrato a Melendugno (Lecce) o in altro luogo del territorio italiano, e quindi sottoposto a tassazione dei profitti nello stato italiano
2. nessuna forma di sostegno pubblico diretto o indiretto, italiano, europeo o internazionale vada garantito al consorzio costruttore, alle banche o alle aziende coinvolte,
3. la VIA del progetto TAP venga considerata illegittima come richiesto dal comune di Melendugno e che venga eseguita una VIA complessiva per tutte le opere costituenti parte
integrante del “Corridoio sud del gas” formalizzando il progetto come un solo unico progetto energetico;
4. il governo italiano renda pubblici e sottoponga a discussione pubblica tutti gli accordi finanziari relativi alla costruzione del TAP e agli altri tronconi dell'opera “Corridoio sud del gas” considerata come opera unica;
5. il governo italiano renda pubblica la base legale che giustifica il mandato della Commissione europea a negoziare il Trans Caspian pipeline con il Turkmenistan;

Ma ne vale la pena?

Il gas azero non si fermerà in Italia,  in italia ed in Europa i consumi di gas sono in calo
Abbiamo avuto periodo ultimi mesi in cui la produzione energia elettrica da fonti rinnovabili ha coperto il 100% del fabbisogno, in Italia il 42% del gas serve a fare energia elettrica.

Se si vuole diversificare le fonti, che si spinga quindi verso le rinnovabili e prima ancora verso l'efficentamento energetico in modo da ridurre i consumi energetici e creare veri posti di lavoro.

Chi fa la politica energetica in italia? Lo stato o Paolo Scaroni, attualmente all'Eni e in passato messo a capo di Enel dal decaduto Berlusconi?

Dal punto di vista ambientale stiamo parlando di un territorio sottoposto a devastazioni ambientali: l'Ilva a Taranto, il Polo Chimico a Brindisi, le discariche qua e la dove sono stati seppelliti illegalmente rifiuti tossici come ha raccontato il pentito Schiavone.

Nonostante tutto, questa terra sta conoscendo un incremento turistico e sarebbe poco opportuno rovinare anche le coste di San Foca con questa opera.

Ci dicono: "Questa opera è indispensabile per fare dell’Italia un Hub Energetico Strategico”
 
Allora, armato di buona volontà, sono andato a cercarmi la definizione di Hub, che vi riporto:
"Per hub si intende un punto contrattuale e di interconnessione dove convergono compratori e venditori per effettuare transazioni di gas naturale.”

Cioè questo è il futuro che il vostro governo prevede per l'italia?

Adesso, va bene che questo governo è pieno zeppo di politici “fossili” in tutti i sensi -“fossili” perché non conoscono altre fonti energetiche oltre a quelle fossili, e fossili perché ormai sono ancorati alle loro poltrone. Ma nel 2013 ci piacerebbe discutere di Energie rinnovabili (rete distribuita e non mega centrali), ci piacerebbe discutere di come rendere l'italia indipendente dal punto di vista energetico.

Clicca qui per il video: http://www.youtube.com/watch?v=F7DhnR1_L60 

#M5S Decadenza Berlusconi: Andiamo Oltre


Sarebbe bello poter dire che siamo alla vigilia del crollo di un ventennio ma ho paura che non sia cosi’. Non è così, ancora no.

E’ vero, fra qualche ora potremo finalmente prendere atto della decadenza del condannato e della cessazione del suo mandato da parlamentare ma francamente non è la sua presenza fisica il problema. Infatti l’unico numero che riassume la sua attività parlamentare è Zero, in tutto.

Il Berlusconismo è ormai un modus operandi largamente diffuso nella società Italiana che ha portato tanta gente ad alterare i propri sogni, a rinunciare alla propria professionalità a convincersi che forse è più importante chi conosci che quello che conosci. Un vero è proprio modo di pensare e di fare le cose, un imbarbarimento morale, etico e civile, che ha portato il Bel Paese allo sfinimento.

Da qui la necessità di guardare Oltre in Italia, in Europa. Di andare avanti con lo spirito che ci ha caratterizzato in questi otto mesi e con quella voglia matta di riportare l’onestà in questo Paese.

Noi del #M5S Vogliamo un Paese che partecipi; un paese che riprenda in mano la sua dignità e la sua credibilità, sospinto dalle sue donne e i suoi uomini eccellenti, anche e soprattutto da quelli che sono andati via perché imbarazzati ed umiliati dalla superficialità e dalla pochezza dei loro rappresentanti politici.

Riprendiamoci la nostra Italia, tutto il resto è noia.

A riveder le stelle *****

#M5S Settimana Europea per la Riduzione dei rifiuti


Per il secondo anno consecutivo, l’associazione Polignano R-Evolution ha organizzato la “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (SERR).

In mattinata in p.zza Trinità sono stati esposti oggetti realizzati dai bambini durante il laboratorio di riciclo con la “Ludoteca Aurora” e la realizzazione di una compostiera.

In serata a partire dalle 18.30, in una Sala Conferenze del Comando dei Vigili di Polignano gremita, Polignano R-Evolution ha proiettato un video dell’Associazione Biologi pugliesi, seguito dal dibattito sul tema rifiuti, in particolare sul caso della megadiscarica in Contrada Martucci a Conversano.

All'incontro, magistralmente moderato da Rossella Laghezza, hanno preso parte il Prof. Pietro Santamaria, ricercatore del dipartimento di scienze agro-ambientali e territoriali dell’università di Bari e autore del libro “L’Ultimo chiuda la discarica”, e Domenico Lestingi, l’ex-operaio che ha portato alla luce lo scandalo della megadiscarica nonché candidato al premio Legambiente “Ambientalista dell’Anno 2013”.

L’evento è stato soprattutto l’occasione per rivelare le ultime scottanti scoperte sui tre lotti della megadiscarica Martucci, al centro della nuova interrogazione presentata da me e da Giuseppe L'Abbate con la quale, si auspica, riusciamo a portare la vicenda ad una svolta.

Il dibattito ha avuto inzio con una puntuale ed accorata descrizione dello stato dell'arte egregiamente condotta dal preziosissimo Prof. Santamaria, da molti ritenuto a giusta ragione "la memoria storica vivente della Megadiscarica". A seguire, il commovente contributo del Sig. Lestingi che ha ripercorso i motivi, le emozioni e le difficoltà nelle quali si è barcamenato per denunciare lo stato in cui versa la discarica.

Successivamente, io e Giuseppe abbiamo condiviso con i presenti tutti gli sforzi che stiamo facendo in Parlamento per dare giusto risalto alla faccenda e per ottenere dal Ministro, le risposte che tutti i cittadini di Conversano, Mola di Bari e Polignano a Mare non possono più attendere. Abbiamo inoltre posto l'accento sulla Strategia Rifiuti Zero e sulla Direttiva Europea 98/2008/CE che stabilisce la gerarchia del trattamento dei rifiuti.

La direttiva stabilisce un quadro giuridico per il trattamento dei rifiuti all'interno della Comunità. Mira a proteggere l’ambiente e la salute umana attraverso la prevenzione degli effetti nefasti della produzione e della gestione dei rifiuti.

Per proteggere maggiormente l'ambiente, gli Stati membri devono adottare delle misure per il trattamento dei loro rifiuti conformemente alla seguente gerarchia, che si applica per ordine di priorità:
  • prevenzione;
  • preparazione per il riutilizzo;
  • riciclaggio;
  • recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia;
  • smaltimento.
Gli Stati membri possono attuare misure legislative per rafforzare questa gerarchia nel trattamento dei rifiuti. Tuttavia, essi devono garantire che la gestione dei rifiuti non metta a rischio la salute umana e non comprometta l'ambiente.

Ogni produttore o altro detentore di rifiuti deve provvedere personalmente al loro trattamento oppure consegnarli ad un commerciante o ad un ente o a un’impresa. Gli Stati membri possono collaborare, se necessario, per creare una rete di impianti di smaltimento dei rifiuti. Tale rete deve permettere l'indipendenza dell'Unione europea in materia di trattamento dei rifiuti.
Lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti pericolosi devono essere eseguiti in condizioni tali da garantire la protezione dell'ambiente e della salute umana. I rifiuti pericolosi non devono essere miscelati con altre categorie di rifiuti pericolosi e devono essere confezionati o etichettati conformemente alle normative internazionali o comunitarie (ecco l'intera direttiva 98/2008/CE).

E' seguito un interessantissimo botta e risposta con i presenti con il quale siamo riusciti, ancora meglio, a mettere l'accento sulla gravità della situazione della Megadiscarica.


Dompo“

#M5S V3Day | Genova 1 dicembre 2013 | Oltre


Bisogna andare oltre. Oltre la finanza. Oltre i partiti. Oltre le Istituzioni malate. Oltre un’informazione disgustosa. Oltre questa Europa senza capo né coda. Dobbiamo immaginare una nuova frontiera. Dobbiamo vedere la realtà con nuovi occhi, aprirci la strada verso il futuro. Noi non molleremo mai, è bene che loro lo sappiano. Vogliamo vincere le prossime elezioni, a iniziare da quelle europee. La prossima volta per impedirci di andare al governo dovranno mandare i carri armati. In alto i cuori. A Genova!

OLTRE V3day sarà a Genova il 1 dicembre 2013 in piazza della Vittoria. Consigliato arrivare in treno presso la stazione Genova Brignole antistante la piazza.

#M5S Lama San Giorgio: nonostante la sordità di Vendola, noi non molliamo


https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=8vr-P2V9VK0

È di questi giorni la notizia che il Tar Puglia, accogliendo il ricorso presentato dal Comune di Rutigliano, ha emesso un’ordinanza di sospensione della delibera di Giunta regionale del 28 maggio scorso. Per Lama San Giorgio decade, dunque, l’attestazione di «compatibilità paesaggistica in deroga alle prescrizioni di base con effetto di autorizzazione» ai lavori per il ripristino della continuità idraulica in tutto il percorso della lama. Il collegio giudicante ha ritenuto la decisione della Regione «affetta da illegittimità, in quanto si sostanzia in una inaccettabile deroga generalizzata alle disposizione vincolistiche dettate dal Piano paesaggistico». I Comuni interessati dalla lama vanno da Gioia del Colle a Bari, passando per Sammichele, Casamassima, Rutigliano, Noicattaro e Triggiano.

Ci avevamo visto giusto; per fortuna il TAR non ha avuto i tempi biblici del Governo ed ha sospeso la scellerata delibera 999 del 28 maggio scorso. Lo spirito di abnegazione dei cittadini e la nostra ferma volontà di tutelare l’ambiente hanno avuto la meglio, per ora. Sappiamo benissimo che la questione è tutt’altro che chiusa ma questa è una piccola vittoria che ci sprona ad andare avanti più decisi che mai.

Circa 4 mesi fa, infatti, ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente, dal quale attendo ancora una risposta nonostante due solleciti avanzati in aula. Ho chiesto al Governo di attivarsi al fine di chiedere, in via cautelare, la sospensione dei lavori di realizzazione della condotta interrata di scarico delle acque provenienti dal nuovo depuratore di Casamassima che potrebbe determinare anche condizioni di rischio per l'assetto idrogeologico.

Il malcontento manifestato a più riprese dai cittadini, dalle associazioni e dai comitati interessati dimostra quanto sia intollerabile la sordità del Presidente della Regione Puglia nonché Commissario Straordinario per l’Emergenza Ambientale in Puglia, che ha disatteso tutti gli inviti dei cittadini dei comuni interessati che auspicavano un confronto civile per trovare una soluzione condivisa. Di contro, Vendola ha manifestato a più riprese la sua intenzione di far scorrere nell’alveo di Lama San Giorgio i reflui dei depuratori di Sammichele, Casamassima, Putignano e Gioia del Colle.

È necessario convocare quanto prima un incontro tecnico tra la Regione Puglia, il Commissario delegato per l'emergenza ambientale in Puglia, l'Acquedotto pugliese e una delegazione dei comuni interessati al fine di risolvere la questione in merito al trattamento delle acque reflue e di trovare, tutti insieme, una soluzione che sia sostenibile ed allo stesso tempo vantaggiosa per i cittadini.

L'articolo della Gazzetta del Mezzogiorno sulla sospensiva del TAR

#M5S Spegnete la TV, inizia #direttaesteri




Giovedì 21 Novembre alle ore 20,30 è partita la nuova rubrica della Commissione Affari Esteri e Comunitari del M5S: #direttaesteri

Si tratta di un appuntamento bisettimanale con il quale i deputati, due per volta, rispondono a tutte le domande che ogni utente vorrà porre. Tutto ciò avviene in video e, soprattutto, in diretta grazie a un Hangout "aperto" a tutti.

Nella prima puntata di Giovedì 21 Novembre di
#direttaesteri abbiamo risposto io e Manlio Di Stefano.
 

Per gli utenti di google+ è possibile seguire il video selezionando i "capitoli" ovvero le domande poste ai portavoce. Cliccando su una specifica domanda, si vedrà la parte di video che riguarderà la relativa risposta.

Rivedi la puntata: clicca qui

Questa è l'informazione che preferiamo!!!

A riveder le stelle *****

#M5S Manduria, la sfida alla globalizzazione


Questa sera ho partecipato a Manduria all'incontro organizzato dagli attivisti del Movimento 5 Stelle di Manduria, intitolato Territorio Zero e Agricoltura Locale: la sfida alla globalizzazione

Uscire dalla crisi con l'Agricoltura è solo una delle idee principali che potrebbero cambiare il modo di gestire la quotidianeità che ci circonda:

- Territorio Zero
- Rifiuti Zero
- Agricoltura a chilometro zero.

Quelle che sembrano idee utopistiche e teoriche sono in realtà principi già messi in atto rigorosamente con ottimi risultati in molti comuni e territori in Italia e nel resto d'Europa con enormi vantaggi per la popolazione in termini di miglioramento della condizione sociale ed economica.

Angelo Consoli, uno degli autori del libro Territorio Zero, ha condiviso informazioni, esperienze e strumenti utili a capire meglio quale sia lo stato attuale delle cose e le strategie che si possono attuare.

Saverio De Bonis, segretario nazionale della FIMA (Federazione Italiana Movimenti Agricoli), ha poi fatto il punto sulla situazione del mondo agricolo e su alcune scelte finora compiute in ambito Nazionale e Comunitario. Oggi l'agricoltura è l'asse portante dell'economia del Mezzogiorno e ripensare il modello agricolo in una chiave diversa è un obiettivo quanto mai urgente. La Federazione punta ad innovare la legislazione agricola, la politica comunitaria, a suggerire una serie di proposte legislative utili affinchè migliori la sinergia tra consumatore, salute ed ambiente.

Daniela Donno (Senatrice, componente della Commissione Agricoltura) ha poi parlato delle attività portate avanti dal Movimento Cinque Stelle al Senato, sottolineando la ferma intenzione di proporre soluzioni fattive che rivalutino il Made in Italy ed il lavoro giovanile quali strategie principali che possono favorire il rilancio del settore agricolo.

Personalmente, oltre ad aver manifestato il piacere di essere stato invitato dagli Attivisti di Manduria, ho illustrato le attività che la Commissione Esteri sta portando avanti mettendo l'accento sulla situazione in cui versa il nostro Paese, sempre più debole nel contesto Europeo. Ho salutato tutti gli intervenuti con l'auspicio di una nuova Europa, quella dei popoli e non dei mercati e della finanza.

Ecco il servizio realizzato da RTM Manduria: http://goo.gl/Zt33Ic

E le interviste agli ospiti: http://goo.gl/UZrCWl








#M5S La settimana di Affari Esteri

La settimana di Affari Esteri e Comunitari raccontata da Carlo Sibilia e Daniele Del Grosso.

Si parla di:

- Decreto Missioni: costruzionismo per ritiro dei nostri militari dalla guerra inutile dell'Afghanistan;

- TAP Accordo trilaterale Italia, Grecia, Albania: ottenute audizioni in Commissione per la prossima settimana;

- LasciateCIEntrare: audizione per approfondire la situazione italiana dei centri di identificazione ed espulsione;

- Greenpeace, Artic Sunrise: Interrogazione ed approfondimento con vice ministro Dassù in Commissione sulla vicenda di Cristian D'Alessandro.

http://goo.gl/b4CPwn

*****

Stay tuned

#M5S TAP: perché bypassare il popolo sovrano?


 In queste ore in Commissione Affari Esteri si discute della Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica Greca e la Repubblica Italiana sul progetto TAP (Trans Adriatic Pipeline), fatto ad Atene il 13 febbraio scorso.

Il gasdotto TAP utilizzerà le riserve di gas del mar Caspio con un collegamento che si estenderà per circa 870 km, dal confine greco-turco, attraverso l'Albania e il mar Adriatico fino alle coste pugliesi. Il tratto italiano prevede la costruzione di una condotta sottomarina di circa 45 km, di una interrata di circa 10 km e di un Terminale di ricezione nel Comune di Melendugno (Lecce).

Tra le motivazioni principali vi è la convinzione che il progetto TAP costituisca un utile strumento per diversificare le fonti energetiche e i fornitori d'energia con ricadute positive sia sul cosiddetto "costo della bolletta energetica" che sul piano occupazionale. Tutto nasce nel 2012 quando Passera (allora ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti) annuncia di voler fare dell'Italia l'hub europeo del gas.

La Puglia dunque come hub energetico nazionale e per la UE nonostante sia evidente che con la crisi internazionale i consumi sono diminuiti, gli scenari cambiati e il prezzo di mercato del gas si è abbassato.

Quindi che senso ha proporre un hub del gas in Italia quando cala così tanto la domanda di gas in tutto il mondo? Ce lo chiede l'Europa? In cambio di cosa? E' strategico per lo sviluppo della Puglia?

Sono anni che la Puglia investe e lavora per conquistare un posto di rilievo nel turismo nazionale ed internazionale e finalmente cominciano a vedersi i primi risultati. D'altro canto, non il Salento, ma la Puglia intera, è più che autosufficiente dal punto di vista energetico. Infatti è già prima in Italia nell'ambito delle fonti rinnovabili: a fine 2012 la potenza di energia fotovoltaica installata era di circa 2.500 Mw e quella eolica poco inferiore a 2.000 Mw.

Perché mai, dunque, si dovrebbe cedere un territorio che ha fatto del suo mare, del suo ambiente e del paesaggio i suoi punti di forza? 

Sia l'Accordo che il disegno di legge non prevedono disposizioni di alcun tipo in favore delle popolazioni residenti nell'area in cui insisteranno le strutture necessarie al funzionamento dell'opera prevista. Anzi, l'Art. 6 dell'accordo, che impegna gli Stati contraenti ad "adottare ogni provvedimento atto a facilitare la realizzazione del Progetto nel proprio territorio, compresa la concessione di tutte le autorizzazioni necessarie, è in evidente contrapposizione con le norme nazionali vigenti in materia di VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale).

Come può il governo impegnarsi a facilitare le autorizzazioni e, contemporaneamente valutare l'impatto ambientale del progetto nel rispetto della normativa comunitaria? 

Il sindaco di Melendugno in qualità di rappresentante dei cittadini ha espresso la contrarietà dell'amministrazione comunale, ritenuta un'infrastruttura non compatibile con il territorio salentino per ragioni di carattere ambientale, sanitario e turistico. La decisione è stata formalizzata con un provvedimento approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale e condiviso con le altre amministrazioni comunali interessate.

Dal canto suo, quello che la regione Puglia può fare è rilasciare un parere, non vincolante. Ma il governo italiano dovrebbe pure tener conto della volontà di una Regione e dei suoi abitanti. Tuttavia, la Puglia non sarà l'unica regione ad essere pesantemente coinvolta. La Basilicata infatti si trova proprio nel mezzo della rete di gasdotti che vengono dall'Algeria e dalla Libia e dei tubi che porteranno gas dalla Turchia e dall'Azerbaigian.

L'hub energetico è dunque il destino della Basilicata perché c'è una rete Snam per potersi muovere con il gas nel sottosuolo e ci sono 472 pozzi. Vicino Ferrandina, in Val D'Agri, si estraggono petrolio e gas. Da qualche mese la regione ha previsto l'aumento dell'estrazione. Vogliono raddoppiare il prelievo insomma perché vogliono accorciare i tempi dello svuotamento del petrolio nel nostro sottosuolo e devono stoccare gas.

Lo stoccaggio del gas è l'affare, il business dell'immediato futuro per i soliti noti. Dall'altra parte, ci sono intere comunità di cittadini pronte a dare battaglia per far valere i propri diritti, le proprie aspirazioni e le peculiarità strategiche del proprio territorio.

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#M5S Elezioni in Tagikistan: la Delegazione OSCE invitata per il monitoraggio






Sono in Tagikistan come delegato OSCE per il monitoraggio delle elezioni presidenziali.
 
Dal Tagikistan una volta passava la via della seta. Dal Mediterraneo portava in Cina, attraverso itinerari terrestri, marittimi e fluviali; correva per circa 8 mila chilometri. Non era battuta soltanto dalle merci ma anche da idee religiose, concetti matematici, cantilene poetiche e missionari.
Poi questo luogo montuoso dalle antiche tradizioni, fu occupato dai russi e dalle idee della rivoluzione bolscevica. Vi restarono settanta anni. Poi il crollo dell'Urss, le speranze democratiche e il vento dell'Islam invasero la scena. Iniziarono le lotte e i russi che si consideravano tagiki diventarono in poco tempo ospiti indesiderati.

Attualmente da 20 anni Emomali Rakhmon guida il paese con un mix di autoritarismo e paternalismo, nell'aria si respira ancora la pesantezza dei settanta anni del regime.
Con molta probabilità il presidente verrà rieletto dato che non ci sono oppositori "forti", l'unica oppositrice che poteva essere un ostacolo per la rielezione di Rakhmon , la militante per i diritti civili Oinikhol Bobonazarova che si presentava come indipendente a rappresentare il Partito della rinascita islamica del Tagikistan, non è stata ammessa perchè non avrebbe raggiunto il 5% di firme necessarie per la candidatura.

Domani sarò in giro per il monitoraggio nei seggi....
Stay tuned
















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