#M5S In india per i nostri due Marò pugliesi



È ancora in alto mare la vicenda dei fanti del Reggimento San Marco (i due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre). Nei giorni scorsi, infatti, alcune indiscrezioni pubblicate dal quotidiano “Hindustan Times” hanno riportato la notizia che i due militari pugliesi sono stati rinviati a giudizio e rischierebbero la pena capitale. Questo sarebbe il frutto di un mini-vertice tenuto tra i ministri indiani dell’Interno e della Giustizia. Ma dinanzi ad una operazione probabilmente mediatica, viste le imminenti elezioni in India, e alle notizie non certe sui due marò, insieme a due miei colleghi della Commissione Affari Esteri, il Capogruppo Manlio Di Stefano e Daniele Del Grosso, ho deciso di prendere di petto la situazione e di partire alla volta di New Delhi.

È giunta l’ora di vederci chiaro. Purtroppo paghiamo l’inefficacia e la mancanza di credibilità di questo Governo che, con l’inviato speciale Staffan De Mistura, ci aveva garantito il ritorno a casa dei marò per Natale. De Mistura, invece, non è riuscito a cavare un ragno dal buco. Non capisco cosa sia cambiato dalla lettera del 21 marzo scorso indirizzata al nostro Ministro degli Affari Esteri dove l’Ambasciata indiana rassicurava il Governo italiano sulla sorte dei due militari. Prendiamo atto dell’impegno profuso dal Presidente del Consiglio ma, a giudicare dai risultati ottenuti finora temiamo l’ennesimo nulla di fatto. Per approfondire la questione e ottenere chiare e precise informazioni partiremo per New Delhi tra pochi giorni.

Diverse fonti mettono in connessione la vicenda dei “marò” con un’altra vicenda che riguarda Italia ed India: quella degli elicotteri Agusta-Westland. Rimane aperta, infatti, con la possibilità di un arbitrato internazionale, la tormentata questione degli elicotteri, dopo la cancellazione della commessa da parte dell’India che ha già sospeso i pagamenti, ipotizzando la violazione da parte della consociata Finmeccanica delle clausole di correttezza dopo le recenti notizie di corruzione di alcuni funzionari. Sembrano inevitabili i collegamenti con il caso dei due marò e con la delicata questione diplomatica-giudiziaria cui ha dato luogo.

La sensazione è quella di un gioco condotto dai governi dei due Paesi per limitare i danni e salvare la faccia con un sofferto compromesso su elicotteri e marò. L’8 gennaio era prevista l’udienza del processo a Nuova Delhi ma, proprio in concomitanza con l’accettazione dell’arbitrato da parte del Ministro della Difesa Indiano sugli elicotteri, è stata rinviata al 30 gennaio.

Mi auguro che, come per il caso Shalabayeva, non si giochi con la vita di esseri umani per interessi economici”. Da evitare, è l'adozione del “SUA Act” che, oltre a capovolgere l'onere della prova, estende l'azione della polizia nelle acque internazionali e presenta i due militari italiani come dei terroristi.

Ecco alcuni siti che hanno dato la notizia: