#M5S Interroga il governo: istruzioni per l'uso


Quale potrebbe essere la mission di un portavoce se non quella di “portare-la-voce” dei cittadini all’interno delle istituzioni?
Dopo gli ultimi felici esempi di democrazia diretta col referendum on line sull’abrogazione del reato di clandestinità e con la consultazione, sempre on line, sulla legge elettorale, troverete, di seguito, un mini tutorial elaborato dal nostro Marco Baldassarre (commissione lavoro) dedicato alla redazione di un’interrogazione parlamentare.

Ogni cittadino potrà, così, suggerirmi e redigere un’interrogazione su fatti che ritiene essere di notevole importanza. Vi chiedo solo di rispettare i vari passaggi descritti nel tutorial in modo da semplificarmi, poi, l’iter della presentazione dell’atto.

Mini Tutorial per Interrogazioni Parlamentari
L’interrogazione è una semplice domanda che ogni parlamentare può rivolgere al Governo su un determinato fatto, chiedendo informazioni particolari, documenti, notizie o esprimere la propria posizione politica.
Alle interrogazioni, il rappresentante del Governo, risponde in Assemblea, in commissione o per iscritto, a seconda dell’opzione esercitata dall’interrogante al momento della presentazione dell’interrogazione stessa.
Il valore di tale atto sta proprio nel richiamare l’attenzione dell’amministrazione statale su un problema, più che nella risposta (infatti c’è un’altissima percentuale di interrogazioni che rimangono inevase). Sarebbe anche utile leggere la parte di regolamento della camera riguardante le interrogazioni parlamentari: http://legxiv.camera.it/cost_reg_funz/663/1068/1095/listaarticoli.asp

L’ammissibilità degli atti di Sindacato Ispettivo
La presentazione di Interrogazioni, attiva un procedimento parlamentare e per questo, essa, è sottoposta ad un vaglio di ammissibilità da parte del Presidente.
Per tale ragione non si può esprimere rilievi o chiedere opinioni su comportamenti o atti di altri organi costituzionali (l’altra Camera, Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale), della Magistratura, di Regioni, di Enti Locali, di organi di rilievo costituzionale e di autorità indipendenti.
Questo vincolo è facilmente aggirabile in quanto il Governo è comunque titolare dell’iniziativa legislativa dalla quale può discenderne un diverso assetto delle funzioni e dei poteri di questi organi.

Indicazioni e Suggerimenti per la creazione di una Interrogazione.
Iniziamo con la ricerca di informazioni da fonti affidabili riguardo un evento o accadimento di nostro interesse, che ci ha colpito o a cui vogliamo rivolgere la nostra attenzione; ogni cosa deve essere accuratamente documentata con fonti e link
Una volta reperito e studiato il materiale si passa alla creazione dell’interrogazione vera e propria. 

Consiglio personale è quello di guardare come si scrivono andando a pescare negli archivi sul sito della Camera:
- Andare sul sito della Camera: http://www.camera.it/leg17/1
- Sulla parte Sinistra cliccare su “legislature precedenti” http://www.camera.it/leg17/1
- Scegliere per esempio la XVI legislatura: http://leg16.camera.it/
- Andare su “Deputati e Organi Parlamentari” http://leg16.camera.it/28
- Inserire un “Nome” casuale nella casella di ricerca e scegliere uno di quelli suggeriti dal sistema. 
- Dalla sua scheda personale possiamo cliccare su “Attività Svolta”
- Da qui, sempre nella colonna di Sinistra si può scegliere di vedere (divise per tipologia) i vari atti presentati dal Parlamentare. Per quello che serve a noi in questo momento scegliamo “Mozioni, risoluzioni, interpellanze e interrogazioni”
Dalla pagina che si apre possiamo scegliere “Interrogazioni a Risposta Scritta”
Scegliere dall’elenco l’interrogazione che vogliamo visionare
Adesso potete cercare e studiare come si Compone un interrogazione Parlamentare prendendo spunto da quelle già presentate.
Altra operazione che può esserci utile è quella di utilizzare l’archivio della Camera di tutti gli atti a questo link: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/frmricercaattitxt.asp ; in questo modo si possono fare ricerche mirate anche modificando e calibrando i vari “Filtri” disponibili.

Conclusioni.
Una volta scritta la vostra Interrogazione non vi resta che girarla alla mail del mio collaboratore con il seguente formato:
To: vito.galluzzi@camera.it;
Subject: INTERROGA IL GOVERNO – [Nome Cognome Telefono] – [Commissione di riferimento]
Noi ci occuperemo di farla vagliare al gruppo legislativo e, se ammissibile, farla firmare ai deputati della Commissione Affari Esteri, o se inerente altre tematiche, proporla ai portavoce delle relative commissioni.
I dati in oggetto serviranno per contattarvi nel caso ci fosse necessità di maggiori Informazioni.

IMPORTANTE:
Depositerò non più di una interrogazione a settimana utilizzando il seguente criterio di selezione:
  1. Urgenza
  2. Territorio di provenienza
  3. Commissione Affari Esteri o altra
  4. Tempo d’attesa
Una volta depositata l’interrogazione mi prenderò cura di inviare ai presentanti il link dell’interrogazione stessa sul sito della Camera, in questo modo anche il gruppo locale potrà fare per esempio un comunicato su testate locali, un articolo sul blog, o comunque dimostrare che le istanze dei cittadini vengono realmente portate dentro le istituzioni.
Naturalmente potrete utilizzare questa miniguida per presentare direttamente l’interrogazione ad altri portavoce del M5S.

A riveder le stelle *****

#M5S Week end in Puglia: la fiducia dei cittadini è tutto quello che ci serve


La fiducia nell'antica Roma era un contratto con cui veniva affidata a una persona una cosa, da restituire in seguito o da consegnare ad altri. In questi giorni l'incoronato da Re Giorgio, Matteo Renzi, ha chiesto la fiducia alle Camere. In questo caso la "cosa" su cui si chiede la fiducia è l'Italia, una cosa seria, troppo seria per essere affidata al primo venditore di pentole, spinto e sostenuto da gruppi di potere. 

Le scuole italiane al 90% inagibili, la disoccupazione al 40% e le piccole imprese stritolate dalla politica di euro-austerity sono temi troppo seri e nel discorso programmatico di Renzi alla Camera non c'è stato il benchè minimo cenno ad una soluzione concreta per questi problemi.

Solo qualche giorno prima, sabato e domenica, ho avuto il piacere di portare le soluzioni concrete e le idee del Movimento 5 Stelle in giro per le piazze pugliesi. Lontano dai riflettori delle tv e della carta stampata, insieme ai miei amici e colleghi Maria Edera Spadoni e Manlio Di Stefano ci siamo confrontati con i cittadini di Corato, Cellino San Marco, Noci e Bari.

Tra le domande e le riflessioni degli attivisti abbiamo discusso delle proposte di legge da noi depositate, del reddito di cittadinanza, dell'abolizione dell'Irap, degli aiuti alle piccole e medie imprese, della revisione dei trattati europei. Riportando la Politica, quella con la P maiuscola, nelle piazze. Lo scopo del MoVimento si materializza proprio in questi momenti, l'agorà in piazza in cui il cittadino è allo stesso livello di colui che lo rappresenta nelle istituzioni, con lui si informa direttamente e propone soluzioni. È qui che noi del MoVimento 5 Stelle ci conquistiamo la "fiducia" dei cittadini, fiducia vera e non quella farlocca dei partiti, incassata dal Sindaco di Firenze (doppia poltrona).

In fondo il MoVimento è sempre esistito, il merito di Grillo e Casaleggio è stato quello di aver scoperto e reso visibile a tutti questo insieme di persone che da sempre, in giro per l'Italia, tenta di migliorare la propria società. Persone che, spinte dalla speranza, tentano di migliorare le sorti del proprio paese. Persone che non si sono mai sentite rappresentate dai partiti, dalle istituzioni, dalle religioni e che per la prima volta combattono tutti insieme per riportare di moda l'onesta!

Ecco alcune delle foto che mi hanno mandato i fantastici ragazzi dei MeetUp di Corato, Cellino, Noci e Bari. Li ringrazio e gli ricordo che senza il loro lavoro sul territorio, il MoVimento in Parlamento non ha senso.

Corato (BA), Sabato 22 Febbraio ore 11

















Cellino San Marco (BR), Sabato 22 Febbraio ore 17
 















Noci (BA), Domenica 23 Febbraio ore 11














Bari, Domenica 23 Febbraio ore 17

Clicca qui per vedere l'intero incontro




#M5S Assemblea Parlamentare OSCE: Vienna, 13 e 14 Febbraio 2014




Come delegato italiano OSCE ho partecipato a Vienna, il 13 e 14 febbraio, alla più importante Assemblea internazionale per la sicurezza, impegnata a garantire la pace, la democrazia e la stabilità a oltre un miliardo di persone e che racchiude 57 Stati dal Nord America, all’Europa e all’Asia. Si è parlato di diritti umani, dello stato di diritto nei Paesi dell’area OSCE, di Xenofobia e della attuale situazione dell’Ucraina.

Giovedi 13 febbraio, dopo aver partecipato al dibattito sui diritti umani, davanti ai rappresentanti di tutti i 57 Stati sono riuscito, come membro della Commissione diritti umani ed insieme alla delegazione italiana, a portare all’attenzione dell’intera Assemblea e del presidente Ranko Krivokapic (montenegrino con grandi simpatie per l’Italia) la questione dei due Marò Latorre e Girone, poiché la violazione dei diritti umani da parte dell’India che si sta perpetuando a discapito dei due italiani rappresenta un precedente pericoloso per tutti i Paesi occupati nella missione antipirateria in acque internazionali”.

Si è poi passati allo stato di diritto nei Paesi dell’Area OSCE. Mi preme sottolineare che per colpa della corruzione, lo stato di diritto è in pericolo anche in stati, ritenuti relativamente solidi come ad esempio l’Italia. Non a caso, qualche giorno fa l'Unione Europea ha lanciato l'allarme: la corruzione vale 120 miliardi di cui la metà in Italia. La Commissione ha sottolineato che le leggi italiane sono "insufficienti" e che le norme “ad personam” per i politici hanno favorito il fenomeno. La corruzione mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nello Stato di diritto, danneggia l'economia europea e priva gli Stati di un gettito fiscale necessario in periodo di crisi. In Italia i costi diretti legati alla corruzione sono pari a 60 miliardi all'anno, circa il 4% del Pil. Mi duole dirlo ma negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo smantellamento della giustizia, processi civili e penali che non danno ne certezza sulle pena, ne sulla durata dei processi. A questo si aggiunge il problema del sovraffollamento delle carceri, sul quale sono intervenuto qualche giorno fa in aula. In italia non viene mai risolto in modo strutturale, ma periodicamente rimandato tramite indulti, che liberano mafiosi e scontano le pene dei colletti bianchi.

Non minore seguito ha avuto il dibattito del 14 febbraio sulla Xenofobia. In un contesto come quello OSCE che si basa su diverse peculiarità culturali, religiose ed etniche, si dovrebbe lavorare per limitare fenomeni come il razzismo e la xenofobia al fine di evitare l’individualismo che porta verso l’intolleranza ed al rifiuto del diverso. Sicuramente non è di aiuto la crisi economica che attanaglia i governi, le istituzioni, ma soprattutto i cittadini dell'area OSCE.

Premesso che l’Unione Europea ha come obiettivi principali la promozione della pace e del benessere dei popoli, sottolineo quanto siamo lontani oggi da questi obiettivi a causa dell’austerità economica degli ultimi anni. A mio avviso, l’austerità economica in Europa ha accentuato l’individualismo, la mancanza di solidarietà, ha portato le persone a pensare prima al proprio orticello. E’ di queste giorni la vittoria del “si” contro l’immigrazione in Svizzera, che mette a rischio il lavoro di 65mila frontalieri, anche italiani, che lavorano ogni giorno in Svizzera. Sono certo che i lavoratori hanno portato idee, innovazione, cultura e creatività al paese elvetico, quindi non possono essere considerati solo un costo, ma devono essere tutelati come risorsa.
Mi chiedo, come si può parlare del benessere dei popoli se si continua a riferirci solo a parametri economici e non sociali?

Da sempre sostengo che il miglior sistema per combattere i pericoli di estremismo, xenofobia e radicalismo sia quello di migliorare le condizioni di vita ed il benessere dei cittadini in modo concreto, e non solo con risoluzioni che restano spesso solo sulla carta. Collaborando e tutelando la diversità, l'area OSCE può crescere veramente e far crescere gli individui e le comunità che ne fanno parte. Nella mia vita personale ho sempre tratto insegnamenti da chi non vive come e dove vivo io. La diversità è una ricchezza che va preservata. Solo in questo modo si può crescere veramente, come individui e come comunità.

Infine, nella giornata conclusiva c’è stato anche un dibattito dettato dalla corrente situazione che sta affliggendo l’Ucraina. Le regioni orientali russofone non accettano la destituzione del presidente, Viktor Yanukovich, appena decretata dal Parlamento di Kiev; mentre le regioni occidentali più "europee" accolgono con sollievo la liberazione di Yiulia Tymoshenko, condannata a sette anni di carcere, e amnistiata dal Parlamento trasformatosi in una Convenzione rivoluzionaria. Purtroppo, le proteste sono il risultato di uno stato in bilico tra il presidente filorusso Viktor Yanukovich e i cittadini in Piazza Maidan che spingono affinché il paese si sottragga alla sfera di influenza Russa entrando nell’Unione Europea. Dal 17 gennaio, le dimostrazioni popolari hanno ripreso drammatico vigore in concomitanza con la promulgazione da parte dei Presidenti Yanukovich di un pacchetto normativo che ha introdotto forti limitazioni per le manifestazioni pubbliche e che ha suscitato vivaci reazioni tra le opposizioni. Sono ancora negli occhi di tutti noi le immagini devastanti che la rete ha diffuso in questi giorni. I morti, i feriti, i bambini indifesi, le donne, la disperazione di chi ha perso i propri cari nella lotta per la dignità. Oltre ad esser inorridito dalle immagini viste in questi giorni credo che tutto questo sia inaccettabile. Bisognerà vedere se la ‘nuova Ucraina, stabilizzatasi un minimo, sarà disposta ad accettare quelle che Putin giudica condizioni vitali: «Il rispetto dell’accordo sulla flotta del Mar Nero, l’assenza di negoziati con la Nato e il rispetto della popolazione russofona dell’Ucraina». Intanto, ritengo doveroso che tutte le organizzazioni internazionali, OSCE compresa, siano vigili e pronti ad intervenire per scongiurare lo spargimento di sangue a cui tutto il mondo ha assistito in questi giorni. Noi del MoVimento Cinque Stelle siamo sempre stati per la democrazia partecipativa, per le decisioni prese dal basso e non da pochi nelle segrete stanze. In cuor mio sento di sostenere coloro che stanno lottando per avere diritto di scegliere. Tuttavia, condanno tutto ciò che è violenza e sottolineo che la non violenza e l’informazione libera siano la soluzione, l’unica soluzione.
 


#M5S Comitato Tecnico dell'AdB, si o no? Questo è il problema



Dopo l’interrogazione presentata lo scorso 9 ottobre e le promesse non mantenute dal Presidente del Consiglio Introna, non ho ancora capito cosa voglia fare la Regione Puglia sulla vicenda.

Neppure l’allerta maltempo porta consiglio alla Regione Puglia. E se ad ogni emergenza giungono le dichiarazioni più disparate per porre rimedio ai malfunzionamenti della macchina politica, amministrativa e burocratica, a ben 6 mesi dalle promesse del Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna, nulla pare essere cambiato. È datata 11 agosto 2013, infatti, un’intervista rilasciata dal Presidente che, ad appena 23 giorni dalla soppressione del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino, dichiarava: “Aver pensato alla eliminazione del comitato è stato sicuramente frutto di una distrazione perché non ha funzioni di controllo, bensì è un organo di garanzia, che si integra, senza sovrapporsi, col ruolo e l’attività del segretario generale e del comitato istituzionale dell’Autorità di bacino. Il mio intendimento è adesso portare la relazione all’ufficio di presidenza ed alla conferenza dei presidenti immediatamente, alla ripresa dei lavori di settembre”.

Intendimenti, però, rimasti disattesi. Sono passati mesi senza che in Regione sia stato fatto il minimo passo nella direzione sperata. La classe politica ha perso un’ulteriore occasione per darsi un minimo di credibilità mentre la Puglia ha purtroppo perso, invece, competenze specifiche ed essenziali per il territorio.

Ma la direzione a cui mira la Regione targata Nichi Vendola sembra completamente opposta. Basti pensare alle dichiarazioni dei giorni scorsi in cui il consigliere PD Amati ammoniva la Giunta Regionale di essere in ritardo sulla cancellazione degli “enti inutili”, inserendo tra questi proprio il Comitato tecnico dell’Autorità di Bacino.

Sono queste dichiarazioni alquanto azzardate. Che non vi sia l’interesse da parte del centrosinistra pugliese alla tutela dell’ambiente e del paesaggio della nostra regione appare chiaro, ma cosa intende fare il Presidente Introna: fare mea culpa e dare ragione al Fabiano Amati che vorrebbe cancellare ciò che poco gli aggrada oppure mantiene le promesse fatte a tutti i pugliesi la scorsa estate?

In attesa della presa di coscienza dei suoi pensieri, manteniamo il fiato sul collo per il bene comune dell’intera Puglia che non può più fare a meno di tecnici e professionisti esperti per salvaguardare il proprio territorio e la propria comunità.

Ecco il pezzo della Gazzetta del Mezzogiorno del 13.02.14


L'articolo de "Il Mattino di Foggia" del 14.02.14

#M5S KIPOINT: Pacco, doppiopacco e contropaccotto














Sabato 11 Gennaio ho avuto il piacere d’incontrare due cittadini che mi hanno parlato di una truffa ai danni di tante famiglie italiane, che nessuno dei media di regime (finanziati con soldi pubblici) ha avuto la sensibilità di affrontare.

KIPOINT S.p.A. nasce nel 2002 ed è, ancora oggi, la rete di negozi in franchising di SDA Gruppo Poste Italiane che opera come centro servizi per spedizioni nazionali e internazionali, servizi di imballaggio, servizi di fotocopisteria ed invio fax, stampa digitale, mailing e direct mailing e come rivenditore a catalogo di prodotti di cancelleria e cartoleria.

Grazie all’avallo di Sviluppo Italia (oggi Invitalia) che proponeva tra i marchi convenzionati KIPOINT, il progetto riesce in qualche anno a costruire una cospicua rete di affiliati desiderosi di combattere le difficoltà economiche affidandosi a due nomi di garanzia: Poste Shop e Sviluppo Italia.

Purtroppo, tra il 2005 e il 2010 oltre 100 franchisee chiudono il proprio punto vendita KIPOINT dal momento che le previsioni di fatturato di 200.000 euro annuo “a regime”, sono risultate a dir poco azzardate, inattendibili e infondate. Solo in Puglia, su 16 negozi aperti finora, 7 sono già chiusi: quasi il 50%. A completare il quadro ci sono anche i due centri pilota, di Milano e Roma, chiusi per le stesse ragioni.

In soccorso dei malcapitati è intervenuta l’Associazione CODICI di Pescara che si è fatta portavoce di oltre 100 piccoli imprenditori affiliati al franchising KIPOINT per denunciare Poste Shop Spa. Infatti, il 30 Marzo 2010, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Bollettino n.13 del 19/4/2010 provv. n. 20951) ha condannato a una sanzione amministrativa pecuniaria di 100.000 euro Posteshop Spa per aver ingannato gli aspiranti franchisee con una serie di messaggi definibili nella «fattispecie di pubblicità ingannevole»;

Dopo che il TAR del Lazio ha confermato la sentenza dell’Antitrust, con l’Ordinanza Collegiale n. 201206636, in data 21/12/2012 il Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio e rinviato a una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nel frattempo, la maggior parte dei piccoli imprenditori che avevano aderito a KIPOINT, hanno perso decine di migliaia di euro in investimenti e rischiano di vendere la propria prima abitazione per rispettare gli impegni economici presi con gli istituti di credito.

E’ assurdo come Sviluppo Italia (oggi Invitalia), che agisce su mandato del Governo, abbia potuto indicare tra i propri convenzionati un marchio senza aver prima verificato la bontà dei business plan. Troppo facile, a “danno compiuto”, cancellare il marchio dalla propria lista di convenzionati. Chi si occupa adesso degli imprenditori in difficoltà?

A tal proposito, ho depositato un’interrogazione dove chiedo al presidente del Consiglio quali provvedimenti intenda adottare per affrontare le difficoltà in cui versano più di un centinaio di aderenti e delle rispettive famiglie. Inoltre quali siano stati i requisiti che, fino a qualche anno fa, hanno permesso al marchio KIPOINT di figurare tra i franchisor convenzionati con l’allora Sviluppo Italia e quali siano le ragioni per le quali oggi KIPOINT non sia più tra questi. Infine, se il Presidente del Consiglio non ritiene urgente valutare l’erogazione in tempi rapidissimi di uno stanziamento sufficiente a consentire ai franchisee danneggiati di ottemperare agli impegni economici intrapresi, evitando soluzioni limite, quali la vendita della prima casa. Ho poi contattato la Corte di Giustizia Europea per sapere a che punto sia la CAUSA C-52/13 ed ho appreso che il prossimo passo è la sentenza ma i tempi di attesa sono ancora ignoti.

Sto monitorando gli sviluppi della vicenda e sono in attesa del riscontro dalla Corte di Giustizia Europea. Chiedo a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda di inviarmi eventuali informazioni utili.

#vinciamonoi

Ecco qui la mia interrogazione: clicca qui
https://lh4.googleusercontent.com/-u74vJhZwLJ8/Uvn_m7VzGHI/AAAAAAAAAxE/PfziOBdiyHM/h120/kipointGdM.png
L'articolo de "La Gazzetta del Mezzogiorno" di venerdi 8 febbraio

L'articolo de "Il Mattino di Foggia" di sabato 9 febbraio
https://lh4.googleusercontent.com/-f2Aq9LCw9vI/Uvn_pe-9wnI/AAAAAAAAAxM/pcPx8GrsvBA/h120/kipointmattino.png

#M5S Spegnete la TV, inizia #direttaesteri: 6a puntata

Ecco la mia seconda partecipazione a #direttaesteri, questa volta con Alessandro Di Battista.
Abbiamo risposto a tutte le vostre domande nel corso della 6^ puntata toccando principalmente temi legati alla nostra Commissione Affari Esteri, ma non solo.
Infatti si è parlato di:

- Marò
- Decreto IMU Bankitalia
- Tagliola
- Governo a 5 Stelle
e tanto altro ancora.
#direttaesteri, lo ricordiamo, è un appuntamento quindicinale con il quale i deputati, due per volta, rispondono a tutte le domande che ogni utente vorrà porre. Tutto ciò avviene in video e, soprattutto, in diretta grazie ad un Hangout "aperto" a tutti.
Ecco il video integrale della puntata: http://www.youtube.com/watch?v=M1ZPULXEgLQ
 
Giovedi 20 febbraio sarà la volta del duo Carlo Sibilia, Alessio Tacconi.

***** a riveder le stelle

http://www.youtube.com/watch?v=M1ZPULXEgLQ

#M5S “Svuota Carceri”, ci pensa la Cancellieri: adesso c'è il Decreto Legge

http://emanuelescagliusi.blogspot.it/2014/02/svuotacarceri-indulto-mascherato-m5s-cancellieri-ligresti.html


È ormai famosa la telefonata “salva Ligresti” fatta dal noto pregiudicato al Ministro Cancellieri per regalare la scarcerazione a sua figlia Giulia. E’ ormai noto che questa è stata la causa di una mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle alla Camera. Dal 24 dicembre il telefono del Ministro è tornato ad essere meno incandescente visto che a liberare i carcerati ci pensa il decreto legge.

Oggi in aula si discute del dl "svuota carceri", l'ennesimo decreto legge che anziché risolvere l'endemico problema delle carceri le svuota, per intenderci quasi a livello dell'indulto del 2006 partorito dal Governo Prodi e dall'allora ministro dell' (in)giustizia Mastella da Ceppaloni, e adesso Parlamentare Europeo a tempo perso.

Gli effetti che ha prodotto questo "svuota carceri" dal 23 dicembre li conosciamo già. Ogni settimana 200 detenuti in meno nelle celle. Per perseguire l'obiettivo di "svuotare le carceri", il Governo ha prodotto un vero e proprio indulto che ha già fatto uscire mafiosi, stupratori, assassini, e ne farà uscire molti altri.

Chi sarebbero i fortunati? In primis Salvatore “Totò” Cuffaro, accusato e condannato per favoreggiamento aggravato a sette anni e pronto ad avvalersi della discussa “Liberazione anticipata speciale”. Il 34enne Nicola Ribisi, arrestato nel 2011 con l’accusa di aver riorganizzato la famiglia mafiosa di Palma di Montechiaro. Un uomo che, parola degli investigatori, continuava a fare il suo sporco lavoro anche da dietro le sbarre; grazie al nuovo decreto, Ribisi è stato scarcerato. Stesso destino è toccato al boss Carmelo Vellini. Non è piacevole scoprire inoltre che, dei nuovi benefici, ha usufruito anche Gilberto Caldarozzi, l’ex capo dello SCO (Servizio Centrale Operativo) condannato in via definitiva per le violenze durante il G8 del 2011 all’interno della scuola Diaz a Genova. Ora è ai domiciliari.

Solo grazie alle denunce del MoVimento 5 Stelle ed alle audizioni in Commissione Giustizia, è stato deciso di modificare il testo, almeno in parte, per escludere da questo “indulto mascherato” i responsabili di crimini mafiosi. Ma per chi è già usciti di carcere, il danno è fatto!

Immaginate come si sentono i parenti delle vittime di mafia, gli imprenditori costretti a pagare pizzo e le tutte le persone vittime di questa gente che è uscita di carcere ben prima di scontare per intero la giusta pena. Noi abbiamo migliorato in Commissione questo decreto con i nostri emendamenti, nonostante non ne condividiamo le finalità, ma siamo riusciti a renderlo un pò meno ingiusto.

Abbiamo presentato ad ottobre 2013 il nostro "Piano Carceri", e le proposte per soluzioni alternative ad indulto e amnistia per risolvere il dramma del sovraffollamento degli istituti penitenziari, in conferenza stampa e poi l'abbiamo recapitato al Ministro della Giustizia ed al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La ratio del nostro Piano Carceri sta nel recupero funzionale di istituti di pena male utilizzati, nel recupero di sezioni chiuse e nella riallocazione delle cubature; non prevede nuove carceri se non un istituto da 800 posti nell’area tra Napoli e Caserta.
Altro punto da noi proposto è l'abrogazione di leggi che hanno il solo merito di affollare le carceri (es. la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi).
Soprattutto ci battiamo ogni giorno, con l'appoggio dei cittadini, per far tornare di moda l'ONESTÀ.

Ecco il mio intervento di ieri in aula sul Decreto Svuotacarceri: clicca qui

#vinciamonoi

#M5S Questa nostra patria non so che cosa sia



Ho atteso qualche giorno prima di scrivere. Ho voluto far stemperare la mia rabbia per guardare il tutto con lucidità. Purtroppo, tutto quello che è accaduto alla Camera, frutto del malumore che serpeggia, è la manifestazione dello sdegno che ogni cittadino prova ogni volta che si sente preso in giro dal Governo e dalle istituzioni.

Capisco perfettamente lo spirito di coloro che in queste ore condannano la bagarre che c'è stata in aula. Ma immaginate se foste stati scelti dai cittadini italiani per smascherare le magagne del "Palazzo dei giochi di potere" e foste stati poi derubati degli strumenti per manifestare il legittimo diritto di dissenso, previsti dal regolamento della Camera.

Immagino cosa provano i milioni di italiani che non si sentono più rappresentati da questo Governo che regala soldi alla banche, agli amici ed alle lobby ma che dimentica i cittadini disagiati. Neanche loro possono dirsi "fieri di essere italiani".
Mi chiedo quanto si sentano italiani i giovani costretti ad emigrare all'estero, costretti a fuggire da una patria che non li protegge, non gli offre un lavoro, una crescita personale, una vita dignitosa. Per fortuna lo sono e, una volta abbattuti i pregiudizi che incolpevolmente si portano dietro, riescono sempre a dimostrare il valore degli italiani.
Sicuramente non si sentono italiani, ma purtroppo lo sono, i due fanti di marina (Massimo e Salvatore, i due Maró) nell'affrontare, soli ed indifesi, un processo che rischia di condannarli a morte in India. In realtà lo sono e vorrebbero sentirsi più italiani, vorrebbero sentire il supporto della propria patria e non essere lasciati soli.
Si sentono italiani quegli imprenditori capaci di sfruttare il "Made in Italy", la creatività, lo stile ed il "saper fare" tipico di casa nostra, ma vorrebbero non esserlo quando scoprono di essere tartassati ed indotti alle soglie del suicidio dallo Stato con la più alta pressione fiscale d'Europa e forse del Mondo.
Vorrebbero invece sentirsi italiani gli immigrati che giungono in Italia dal Sud del mondo, e che vedono nell'Italia il loro futuro. Loro non lo sono e quando faticano ad integrarsi cercano fortuna altrove; in uno Stato che si accorge di loro e che li accolga come risorsa, non come nemico.
Non si sentono più italiani i cittadini che hanno visto regalare con un blitz alla Camera 7,5 miliardi di euro alle banche private mentre fuori la gente stenta a vivere il proprio presente e ad immaginare il proprio futuro.

Ci sentiamo italiani, noi cittadini e cittadine del MoVimento Cinque Stelle che lottiamo ogni giorno in Parlamento per far uscire questo Paese dal buio, nonostante l'ostruzionismo intellettuale dei media e delle istituzioni. In poco tempo si sono espressi contro di noi il Presidente del Consiglio, il Presidente della Camera ed il Presidente della Repubblica. Una tripletta degna di nota che ci da conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, della bontà del lavoro svolto dal Movimento 5 stelle finora:

Siamo stati i primi a fare opposizione, dura ma leale, in Parlamento;
Siamo stati i primi a sbattere i lobbisti fuori dalla camera (vedi Luigi Tivelli);
Siamo stati i prima a presentare una mozione per tagliare le pensioni d'oro;
Siamo stati i primi a rinunciare ai finanziamenti pubblici ai partiti;
Siamo stati i primi a rinunciare a metà dello stipendio ed indennità per aiutare le piccole e medie imprese;
Siamo stati i primi a combattere i doppi incarichi (vedi ex sindaco di Salerno, De Luca);
Siamo i primi a discutere le proposte di legge con i cittadini in rete (non con i condannati nelle segrete stanze);
Siamo stati i primi a proporre un reddito minimo garantito;
Siamo i primi a proporre la soppressione dell'IRAP e di Equitalia.
Siamo stati i primi a proporre il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.
Siamo stati i primi a proporre una moratoria sul MES ed a proporre di ridiscutere i trattati a livello europeo.

Lavoriamo ogni giorno per riportare l'onestà nelle istituzioni. Torniamo ad essere orgogliosi e fieri di essere italiani. Facciamolo insieme, sarà un piacere.

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