#M5S Questa nostra patria non so che cosa sia



Ho atteso qualche giorno prima di scrivere. Ho voluto far stemperare la mia rabbia per guardare il tutto con lucidità. Purtroppo, tutto quello che è accaduto alla Camera, frutto del malumore che serpeggia, è la manifestazione dello sdegno che ogni cittadino prova ogni volta che si sente preso in giro dal Governo e dalle istituzioni.

Capisco perfettamente lo spirito di coloro che in queste ore condannano la bagarre che c'è stata in aula. Ma immaginate se foste stati scelti dai cittadini italiani per smascherare le magagne del "Palazzo dei giochi di potere" e foste stati poi derubati degli strumenti per manifestare il legittimo diritto di dissenso, previsti dal regolamento della Camera.

Immagino cosa provano i milioni di italiani che non si sentono più rappresentati da questo Governo che regala soldi alla banche, agli amici ed alle lobby ma che dimentica i cittadini disagiati. Neanche loro possono dirsi "fieri di essere italiani".
Mi chiedo quanto si sentano italiani i giovani costretti ad emigrare all'estero, costretti a fuggire da una patria che non li protegge, non gli offre un lavoro, una crescita personale, una vita dignitosa. Per fortuna lo sono e, una volta abbattuti i pregiudizi che incolpevolmente si portano dietro, riescono sempre a dimostrare il valore degli italiani.
Sicuramente non si sentono italiani, ma purtroppo lo sono, i due fanti di marina (Massimo e Salvatore, i due Maró) nell'affrontare, soli ed indifesi, un processo che rischia di condannarli a morte in India. In realtà lo sono e vorrebbero sentirsi più italiani, vorrebbero sentire il supporto della propria patria e non essere lasciati soli.
Si sentono italiani quegli imprenditori capaci di sfruttare il "Made in Italy", la creatività, lo stile ed il "saper fare" tipico di casa nostra, ma vorrebbero non esserlo quando scoprono di essere tartassati ed indotti alle soglie del suicidio dallo Stato con la più alta pressione fiscale d'Europa e forse del Mondo.
Vorrebbero invece sentirsi italiani gli immigrati che giungono in Italia dal Sud del mondo, e che vedono nell'Italia il loro futuro. Loro non lo sono e quando faticano ad integrarsi cercano fortuna altrove; in uno Stato che si accorge di loro e che li accolga come risorsa, non come nemico.
Non si sentono più italiani i cittadini che hanno visto regalare con un blitz alla Camera 7,5 miliardi di euro alle banche private mentre fuori la gente stenta a vivere il proprio presente e ad immaginare il proprio futuro.

Ci sentiamo italiani, noi cittadini e cittadine del MoVimento Cinque Stelle che lottiamo ogni giorno in Parlamento per far uscire questo Paese dal buio, nonostante l'ostruzionismo intellettuale dei media e delle istituzioni. In poco tempo si sono espressi contro di noi il Presidente del Consiglio, il Presidente della Camera ed il Presidente della Repubblica. Una tripletta degna di nota che ci da conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, della bontà del lavoro svolto dal Movimento 5 stelle finora:

Siamo stati i primi a fare opposizione, dura ma leale, in Parlamento;
Siamo stati i primi a sbattere i lobbisti fuori dalla camera (vedi Luigi Tivelli);
Siamo stati i prima a presentare una mozione per tagliare le pensioni d'oro;
Siamo stati i primi a rinunciare ai finanziamenti pubblici ai partiti;
Siamo stati i primi a rinunciare a metà dello stipendio ed indennità per aiutare le piccole e medie imprese;
Siamo stati i primi a combattere i doppi incarichi (vedi ex sindaco di Salerno, De Luca);
Siamo i primi a discutere le proposte di legge con i cittadini in rete (non con i condannati nelle segrete stanze);
Siamo stati i primi a proporre un reddito minimo garantito;
Siamo i primi a proporre la soppressione dell'IRAP e di Equitalia.
Siamo stati i primi a proporre il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.
Siamo stati i primi a proporre una moratoria sul MES ed a proporre di ridiscutere i trattati a livello europeo.

Lavoriamo ogni giorno per riportare l'onestà nelle istituzioni. Torniamo ad essere orgogliosi e fieri di essere italiani. Facciamolo insieme, sarà un piacere.