#M5S L'Italia in ritardo sulla tutela dei Diritti Umani

Lo scorso 12 marzo mi sono recato a Ginevra con la delegazione del Comitato Diritti Umani della Camera di cui sono vice-presidente per incontrare esponenti dell'Alto commissariato per i diritti umani dell'ONU. Una importante occasione per discutere sia degli impegni a cui l'Italia deve adempiere sia della situazione dei diritti umani nel nostro paese, dall'immigrazione (problema da risolvere in chiave EU) alla tutela dell'identita di genere.

 Sala congressi ONU di Ginevra


nella Sala congressi ONU di Ginevra con il Presidente del Comitato Diritti Umani Marazziti


Ginevra è chiamata "Città della Pace". Spesso è stata sede di negoziati internazionali e attualmente ospita le sedi delle Nazioni Unite (e prima ancora della Società delle Nazioni), della Croce Rossa Internazionale, dell'Alto Commissariato per i Rifugiati e quello per i Diritti dell'Uomo, che rappresentano le più importanti ma non le uniche organizzazioni presenti.

Giunto a Ginevra mi sono tornate in mente le immagini di queste organizzazioni internazionali sui miei libri di scuola di storia ed educazione civica. Si, perchè i nomi e gli edifici di queste organizzazioni mi riportano alle mente i momenti nevralgici della storia del 900, studiati sui banchi di scuola. E' qui che sono state firmate la Convenzione sui diritti dell'infanzia (1924), le convenzioni di Ginevra (1949) che costituiscono ai giorni nostri uno strumento fondamentale del diritto internazionale umanitario, la convenzione del 1951 sullo statuto dei rifugiati e l'accordo di Ginevra che mise fine alla Guerra d'Indocina e tentò di risolvere il conflitto israelo-palestinese. Ai giorni nostri, inoltre, è da qui che si tengono sotto controllo gli sviluppi della situazione ucraina e siriana.

Nello storico palazzo delle Nazioni Unite abbiamo  tenuto una fitta agenda di incontri con esponenti ONU:
- Il Relatore Speciale sulla Libertà Religione, Heiner Bielefeldt
- Il Segretario Generale aggiunto Unione Interparlamentare, Martin Chungong
- Il Presidente CDU Ambasciatore Baudelaire Ndong Ella
- Il Vice Alto Commissario Diritti Umani, Flavia Pansieri
- Il Capo Delegazione UE, Ambasciatore Mariangela Zappia

Il tema di discussione principale è stato il mancato recepimento dell'Italia della risoluzione 48/134 del 1993 che impegna gli Stati ad istituire organismi nazionali, autorevoli ed indipendenti, per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. La risoluzione detta una serie di criteri che gli organismi nazionali per la tutela dei diritti umani sono tenuti soddisfare, i cosi detti Princìpi di Parigi, indipendenza ed autonomia (operativa e finanziaria) dal Governo, pluralismo, ampio mandato basato sugli standard universali sui diritti umani, adeguato potere di indagine ed adeguate risorse.

Un annoso problema per l'Italia quello del recepimento di direttive internazionali che spesso ci porta a pagare sanzioni a causa della lentezza della classe politica nel fare il proprio lavoro. È assurdo che l'Italia su un tema come la tutela dei diritti umani abbia un ritardo ventennale.
Purtroppo, nel dibattito politico italiano viene dedicato poco spazio alla tutela dei diritti umani, perché la classe dirigente sente la questione lontana anni luce dal proprio vivere quotidiano. Invece è proprio da questi aspetti che si misura la civilta di un Popolo e di una Nazione.
Tra il 27 ottobre e il 7 novembre 2014, per la seconda volta, l'Italia sarà sottoposta all’Universal Periodic Review (UPR - Processo di Revisione Universale http://www.upr-info.org/-Italy-.html ) da parte delle Nazioni Unite, una procedura di monitoraggio dei diritti umani, istituita nel 2008, che ha per obiettivo la valutazione periodica (ogni 4 anni) dei progressi compiuti da ciascuno dei 192 Paesi delle Nazioni Unite, indipendentemente dalla ratifica dei trattati internazionali e anche in base agli impegni assunti a livello politico (voluntary pledges).
Dopo il primo processo di revisione a cui si è sottoposta l'Italia nel 2010, le Nazioni Unite hanno formulato alcune raccomandazioni, tra le quali figurano quelle volte a chiedere l’istituzione di una Commissione nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani in attuazione della risoluzione 48/134 del 1993. Questa commissione non esiste ancora, nonostante siano passati 4 anni e si siano avvicendati 4 governi.

con l'Ambasciatore Italiano e con il Presidente Marazziti

Inoltre, abbiamo proposto di creare una rete di relazioni tra tutte le Commissioni per i Diritti Umani dei vari parlamenti appartenenti ai vari stati europei al fine di condivedere le buone pratiche e trovare insieme soluzioni comuni ai problemi più annosi.
Tra i principali, quello dei flussi migratori che colpisce il nostro Paese ogni volta che nei paesi africani o mediorientali si accendono scintille e focolai di guerre o rivolte. Questo richiede uno sforzo comune di tutti i paesi, l'Italia non può più essere lasciata sola a risolvere queste emergenze. La nostra proposta è di creare consolati EU sulle sponde meridionali ed orientali del Mediterraneo in modo da risparmiare ai richiedenti asilo l'attraversamento del mare con mezzi di fortuna, ma dar loro la possibilità di richiedere asilo direttamente dai paesi di provenienza e di partire per lo stato europeo disposto ad ospitarli solo dopo aver ottenuto il visto, magari in modo dignitoso con aereo o un traghetto, evitando cosi di mettere a rischio la vita di migliaia di uomini, donne e bambini, permettendo ingenti risparmi alle casse italiane che non saranno le sole a dover contribuire alla risoluzione del problema.
“Se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi intaccheranno i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo.” Sean Penn in Harvey Milk.