#M5S Istituzione della Commissione nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani

https://www.youtube.com/watch?v=uor04NRNZRQ
Ho depositato su LEX (https://sistemaoperativom5s.beppegrillo.it/), il nostro sistema operativo, la mia proposta di legge finalizzata all'istituzione di una Commissione Nazionale Indipendente per la Promozione e la Protezione dei diritti umani e le libertà fondamentali. La proposta sarà su LEX per i prossimi 60 giorni (fino al 26 settembre), al fine di raccogliere tutti i suggerimenti dei cittadini e delle associazioni che vorranno dare un contributo atto a migliorare la mia proposta di legge.

In seguito alla Conferenza mondiale per i diritti umani tenutasi a Vienna nel giugno 1993, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, il 20 dicembre 1993, la risoluzione n. 48/134, che impegna gli Stati membri a istituire organismi nazionali, autorevoli e indipendenti, per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Dal 1993 diversi Stati hanno istituito questi organismi, altri si sono impegnati nel farlo. L’Italia, diventata membro del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite per il triennio 2007-2010, nel presentare la propria candidatura il nostro Paese, aveva assunto importanti impegni, tra cui l’istituzione, appunto, di una Commissione nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani, in attuazione della citata risoluzione.
Purtroppo, ad oggi l'Italia è ancora uno dei (pochi) Paesi europei a non aver dato attuazione alla risoluzione ONU. Infatti, da un lato non ha alcuna istituzione nazionale del tipo descritto e propugnato dall’ONU nella suddetta risoluzione, e dall’altro, non dispone di una struttura a livello nazionale in grado di offrire almeno un punto di riferimento avverso i comportamenti delle amministrazioni pubbliche commessi in violazione delle norme vigenti in materia di diritti umani, come quella del difensore civico nazionale.

La mia proposta di legge, costruita sulla base degli standard internazionali e dei Principi di Parigi, prevede un’istituzione autorevole, indipendente ed efficace, con funzioni di formazione e informazione, coordinamento, controllo e impulso legislativo della complessa materia dei diritti umani, diritti che sono innanzitutto universali, indivisibili, interdipendenti e che coinvolgono ambiti sempre nuovi, dai diritti civili e politici a quelli economici e sociali, culturali e ambientali. La competenza dell’istituzione, costituita e composta da rappresentanti della società civile, dalle associazioni non governative impegnate nella promozione e protezione dei diritti umani e da docenti universitari, impegnati in particolare in discipline pertinenti allo studio dei diritti umani, della filosofia e delle religioni, si esplica sia in politica interna sia in politica estera, poiché lo Stato italiano, come ogni altro Stato, è responsabile delle violazioni dei diritti umani sia all’interno del proprio territorio che all’estero, sia nei confronti di chi possiede la cittadinanza italiana sia di chi non la possiede. Anche l’Italia, al pari di tutti gli altri Stati, non è immune da rischi di violazioni dei diritti umani.
Solo un’istituzione nazionale indipendente, infatti, potrà essere in grado di contribuire a monitorare lo stato dei diritti umani nel mondo in modo coerente, costante, obiettivo e non frammentario e soggetto a varie contingenze e convenienze.

Ecco il video con il quale spiego brevemente le finalità della mia proposta:

https://www.youtube.com/watch?v=uor04NRNZRQL’articolo 1 della presente proposta di legge stabilisce i princìpi generali anche in ottemperanza delle deliberazioni del Consiglio d’Europa e dell’OSCE. Con l’articolo 2 si individuano le forme di autonomia riconosciute alla Commissione, nonché le modalità per la sua istituzione. La Commissione, costituita come organismo autonomo e indipendente avente lo scopo di proteggere e promuovere i diritti fondamentali della persona, enunciati dalla Costituzione e generalmente riconosciuti dal diritto internazionale, opererà in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione. Alla Commissione, in quanto organismo indipendente, è garantita autonomia contabile, organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale. In particolare: il comma 3 precisa che essa è un organo collegiale composto da sette componenti scelti tra esperti di elevata professionalità, con comprovate competenza ed esperienza nel campo dei diritti umani, dei diritti dei minori e delle scienze umane in genere, in Italia e all’estero; il comma 4 stabilisce che i sette componenti sono scelti con procedura basata su criteri di trasparenza ed evidenza pubblica, attraverso procedure di bando di gara, pubblicità dei curricula accademici e professionali dei candidati e secondo i criteri di cui al comma 3; il comma 5 prevede che Il Presidente è eletto dai sette componenti della Commissione al loro interno, con votazione a maggioranza dei due terzi e resta in carica per un anno, allo scadere del quale, non può essere rieletto fino alla fine del suo mandato. I sette componenti della Commissione durano in carica cinque anni, e sono sottoposti a procedura di controllo dopo metà mandato. Per l’intera durata dell’incarico, i componenti della Commissione non possono, pena la revoca dalla carica, esercitare alcuna attività lavorativa, subordinata o autonoma, imprenditoriale o libero professionale attività professionale e di consulenza, né essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né dirigenti o azionisti di aziende pubbliche e private. Se dipendenti di pubbliche amministrazioni, essi sono collocati in aspettativa. Il compenso dei componenti della commissione deve essere pari ad un terzo di quanto previsto dall’articolo 13, comma 1 del decreto legge 66/2014 convertito con modificazioni dalla legge 89/2014 che ha fissato in 240.000 euro il tetto massimo per il compenso retributivo per tali cariche; con l’articolo 3, comma 1, si definiscono i compiti della Commissione, tra i quali si segnalano la promozione della cultura dei diritti umani, avvalendosi di tutti gli strumenti idonei; l’istituzione, al proprio interno, di un osservatorio per il monitoraggio del rispetto dei diritti umani in Italia e all’estero; la verifica dell’attuazione delle convenzioni e degli accordi internazionali in materia di diritti umani già ratificati dall’Italia; la redazione dei rapporti periodici che l’Italia è tenuta a sottoporre, nell’adempimento di specifici obblighi da essi derivanti, ai competenti organismi internazionali e al Comitato permanente sui diritti umani istituito presso il Ministero degli affari esteri; la formulazione, anche di propria iniziativa, proposte al Governo sulla materia; la promozione della firma di accordi internazionali in materia di diritti umani; la cooperazione con analoghi organismi internazionali o istituzioni di altri paesi; l’accoglimento da singoli soggetti (o da associazioni) di segnalazioni relative a specifiche violazioni o limitazioni dei diritti umani e adottare i conseguenti provvedimenti; promuovere l’adozione di codici di condotta da parte delle categorie professionali; la predisposizione annuale di una relazione sull’attività svolta e sulla situazione relativa all’attuazione e al rispetto dei diritti umani in Italia e all’estero. Con i successivi commi, è prevista una generale facoltà di richiedere informazioni e documenti a soggetti pubblici e privati, fatti salvi i casi di segreto professionale d’ufficio o di Stato previsti dai relativi articoli del codice di procedura penale. Inoltre si stabilisce che la Commissione, qualora ne ricorra la necessità, possa disporre accessi, ispezioni e verifiche dei luoghi, previa autorizzazione, in mancanza della collaborazione dei soggetti tenuti a farli effettuare, del presidente del tribunale competente per territorio, in relazione al luogo in cui le stesse devono essere effettuate. L’articolo 4 disciplina l’organizzazione e il funzionamento dell’ufficio della Commissione, i criteri per l’assunzione di personale da parte della Commissione e trattamento economico, compresa la previsione di un’apposita redazione dei bilanci consuntivi, sottoposti al controllo della Corte dei conti. L’ufficio è composto da un direttore, un vice direttore un segretario generale e sette impiegati. Il direttore viene nominato dalla Commissione, su proposta del Presidente previo vaglio di una selezione di candidati. All’articolo 5 si introducono norme di carattere sanzionatorio, destinate a indicare le pene amministrative comminate a coloro che violino gli obblighi di informazione e documentazione posti all’articolo 3. Le sanzioni amministrative sono modulate secondo importi pecuniari differenziati, in base alla circostanza che i soggetti obbligati possano rifiutare di fornire informazioni e documenti ovvero possano fornire informazioni non veritiere. Inoltre viene previsto che la Commissione presenti un rapporto all’autorità giudiziaria ogni qualvolta venga a conoscenza di fatti che possano costituire reato e che i componenti della stessa si devono attenere al segreto d’ufficio in relazione a ciò di cui possono venire a conoscenza. Con l’articolo 6 si prevede che la Commissione possa avvalersi di collaborazioni di centri di ricerca, università, organizzazioni non governative, associazioni, istituzioni tutti con comprovata competenza e professionalità in materia di promozione e protezione dei diritti umani. L’articolo 7, infine, riferisce della copertura finanziaria per l’attuazione della legge.

Invito ognuno di voi a dare il proprio contributo per migliorare questa proposta affinchè sia il più efficace possibile nella promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.