#M5S Approvato l'accordo Italia - Jersey sulle informazioni finanziarie tra i due paesi

Il voto finale della Camera rendere esecutiva la ratifica sull’accordo sottoscritto a Londra nel 2012. Sarà possibile uno scambio informativo in grado di scoprire casi come quello dei Riva (Ilva) che lì detenevano 1,9 miliardi di euro.

Approvazione definitiva per la ratifica ed esecuzione sull’accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo di Jersey sullo scambio di informazioni in materia fiscale, sottoscritto a Londra il 13 marzo 2012. La ratifica permette adesso ai due paesi di scambiare informazioni che abbiano una certa rilevanza per l’amministrazione e l’applicazione delle leggi interne delle Parti, relativamente alla determinazione, l’applicazione e la riscossione, anche coattiva, delle imposte oppure per le indagini su questioni fiscali o i procedimenti per reati tributari. Non è mancato il voto favorevole dei deputati pugliesi del M5S, i quali già nello scorso novembre avevano presentato una interrogazione parlamentare, a prima firma D’Ambrosio (M5S), con la quale si chiedeva di rendere operativo quanto prima l’accordo con il Governo di Jersey. La battaglia si è poi spostata in Commissione Affari Esteri, dove è continuata la pressione dei 5 Stelle per approvarlo in tempi brevi.

Ora che la ratifica è finalmente esecutiva confidiamo che i due Paesi si mettano subito al lavoro per portare alla luce situazioni come quella che ha visto coinvolta la famiglia Riva. A Jersey ci sono oltre 200 filiali degli intermediari finanziari più importanti del mondo. Ed è proprio lì, infatti, che i Riva avevano conservato 1,9 miliardi di euro, protetti in otto trust gestiti da UBS. Non è accettabile che soldi guadagnati in Italia siano portati in Paesi dove non vengono tassati come dovrebbero. Sono queste le risorse che vengono sottratte agli italiani traducendosi in mancanza di servizi primari e secondari al cittadino.

Nell’isola di Jersey, infatti, i contribuenti “persone fisiche” sono tassati secondo un’aliquota proporzionale del 27%, da applicare su redditi al netto delle deduzioni o, se più favorevole, del 20% sul reddito lordo, cioè senza applicazione di sgravi. Lo scorso agosto, abbiamo invitato il Commissario straordinario dell’Ilva, Piero Gnudi, di concerto con la Procura di Milano, a fare qualsiasi sforzo per utilizzare le risorse sequestrate per l’adozione delle misure previste nel piano delle attività di tutela ambientale e sanitaria del territorio tarantino. Purtroppo al momento non abbiamo avuto alcun riscontro.

Approfondimenti
10.07.14 Ilva, #M5S: Con accordo Italia-Jersey mai più un altro caso Riva