#M5S: Meeting Autunnale Assemblea Parlamentare OSCE: Ginevra, 3-5 ottobre 2014



Nella sessione Autunnale dell'Assemblea Parlamentare dell'OSCE, appena svoltasi a Ginevra dal 3 al 5 ottobre scorsi, ho avuto modo di partecipare alla discussione di temi di scottante attualità che, direttamente o indirettamente, interessano la comunità internazionale. “Da Vancouver a Vladivostock”, non è una idea di viaggio, ma sono i due estremi che delimitano l'area OSCE, l'organismo internazionale con la più ampia platea di stati partecipanti.

Crisi Russia - Ucraina
Così capita, nel corso dei tre giorni, di ascoltare nella sessione sulla crisi ucraina il parere dei parlamentari russi, di quelli americani e di quelli ucraini, tutti insieme, “costretti” ad ascoltarsi ed a dialogare gli uni con gli altri. 
"Perché abbiamo l'OSCE se certe nazioni non rispettano la sovranità, l'integrità e la libertà degli altri stati?” questa la frase pronunciata da Mike McIntyre in apertura dei lavori. L'osservazione sarebbe ineccepibile e pienamente condivisibile se non fosse stato un deputato statunitense a pronunciarla. Non si può infatti ignorare la storia recente (e non solo) della politica estera americana, fatta di ingerenze militari ed economiche su altri stati. Dal Canada al Kazakistan passando per il Portogallo e la Georgia: molti parlamentari hanno espresso la propria opinione, tra cui il presidente della Duma russa Sergei Naryshkin: "Non vedo soluzioni alla crisi ucraina, se non quella politica". A questa affermazione ha risposto il capo della delegazione ucraina Oleg Zarubinskyi dicendo che “la pace non è fatta per coloro che la vogliono solo a parole” chiedendo un monitoraggio a tre del confine Russo-Ucraino con il supporto dell'OSCE. Concreto, invece, l'intervento della parlamentare tedesca Doris Barnett: "Con l'arrivo dell'inverno, non sarà l'ostinazione a riscaldare le case della gente". Con questa frase, Doris ha invitato urgentemente i membri del Parlamento Russo ed Ucraino a ritornare insieme al tavolo delle trattative per arrivare alle soluzioni auspicate dall'Assemblea Parlamentare.

Mediterraneo ed Immigrazione
Nel dibattito su Mediterraneo e immigrazione si riesce invece a dialogare in modo più proficuo, coinvolgendo sia i paesi europei che quelli dell'altra sponda del Mediterraneo, fino ad arrivare a soluzioni comuni. Infatti proprio nella sessione di luglio a Baku è stata approvata una risoluzione sull'immigrazione proposta dalla mia collega Cristina De Pietro (M5S). Una risoluzione a 5 stelle approvata da gli oltre 50 paesi aderenti all'OSCE: un ottimo esempio di come le buone idee sanno farsi strada anche in contesti non semplici da affrontare.

Medio Oriente
Grande interesse ed attenzione ha suscitato anche il tema caldo della situazione del Medio Oriente, una delle aree più martoriate del pianeta. Sono stati evidenziati gli elementi più evidenti dell'instabilità politica culturale e religiosa in molti stati di quella regione. Sotto la lente il conflitto in Siria, che con l'avvento dell'Isis si è complicato notevolmente, destabilizzando molti stati della regione del Mediterraneo con notevoli ripercussioni anche sui partner OSCE della stessa regione come Algeria, Marocco e Tunisia. Non è stato tralasciato il tema dell'emergenza umanitaria, anche grazie all'intervento del Presidente della Croce Rossa Internazionale, che ha ribadito come queste situazioni post-conflitto devono essere affrontate anche dall'Europa con scopo cooperativo ed in stretto rapporto con gli organismi internazionali.

Cambiamento climatico e rapporto tra sviluppo tecnologico e ambiente
Il dibattito si è aperto con l'affermazione della deputata kirghisa Roza Aknazarova: “Dobbiamo fare in modo che le promesse fatte oggi, domani o il prossimo anno, siano seguite da un piano di azione concreto per evitare di ripetere le fallimentari negoziazioni di Copenaghen di 5 anni fa”. Ottimo lo spunto del deputato Austriaco: “L'utilizzo di energia nucleare è una minaccia per l'ambiente e per tutti gli stati! Per aumentare la sicurezza potremmo dare un'auto elettrica ad ogni famiglia”. Anche la delegata Svedese ha espresso il suo parere manifestando la sua preoccupazione: “La quantità di armi nel mondo è impressionante e senza controllo. Attualmente non sappiamo quante armi sono in circolazione”. Ha poi continuato: “Le guerre sono diverse rispetto al passato. Si utilizzano anche armi non convenzionali e questo è un rischio che bisogna evitare, promuovendo l'adesione degli stati al trattato per la regolamentazione del commercio di armi ed al trattato di non proliferazione nucleare.”

Si è discusso anche della regolamentazione delle società private che forniscono servizi di carattere militare e legati alla sicurezza indicando il ruolo essenziale dell'OSCE in questo settore. I relatori hanno evidenziato l'importanza del Documento di Montreal, una convenzione per l'unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale, e del Codice di condotta internazionale per i servizi privati e di sicurezza (International Code of Conduct for Private Security Service Providers, ICoC) che definisce standard e principi professionali basati sul rispetto dei diritti dell’uomo e del diritto internazionale umanitario. Questo documento, sottoscritto da circa 600 società di sicurezza private e unico nel suo genere, è nato nel 2010 come il frutto di un’iniziativa lanciata dalla Svizzera con diverse parti. Gode del sostegno delle società di sicurezza private, di svariate associazioni professionali, di organizzazioni umanitarie e della società civile.

In questa tre giorni di Ginevra è emersa, chiara, la necessità da parte dell'OSCE, dell'Europa e del Medio oriente, di far prevalere la cooperazione tra gli Stati rispetto agli interessi economici. Questa è la risposta che si deve ricercare con tutti i mezzi politici e diplomatici a disposizione. E' necessario concentrarsi sulla condivisione delle norme che contribuiscono alla risoluzione dei conflitti, e sugli sforzi necessari per sviluppare la dimensione sociale, lo sradicamento della povertà, l'impegno ed il dinamismo verso i partner africani.






































Approfondimenti
i video del meeting: http://goo.gl/rAVrGl