#M5S: le nostre proposte per fronteggiare il terrorismo




Adesso che il clamore mediatico sulla tragedia di Charlie Hebdo si è affievolito, voglio fare alcune riflessioni sul tema del terrorismo internazionale che, purtroppo, resta di forte attualità.

Innanzitutto, esprimo la mia solidarietà nei confronti delle vittime della strage di Charlie Hebdo e di tutti i francesi. Respingo però con forza ogni forma e tentativo di islamofobia. Il tragico evento non può e non deve divenire uno strumento di demonizzazione della religione musulmana.
Il sentore di quello che stava per accadere era già nell’aria. Infatti ad ottobre 2014 con una interrogazione chiesi all’allora Ministro degli Esteri Mogherini, quali misure stesse prendendo il Governo nei confronti di stati sospettati di finanziamento a gruppi jihadisti, come la Turchia.

Una delle prime mozioni che abbiamo depositato alla Camera nel 2013 chiedeva il ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Proprio perché ritenevamo che quella guerra, in corso da più di 10 anni, e le altre (Iraq, Somalia, Etiopia, Libia, ed ancora Iraq per bombardare l’isis) nate in risposta ai fatti dell’11 settembre, non avrebbero portato a nessuna soluzione, ma avrebbero solo fomentato indirettamente il terrorismo islamico.
Evento che si è effettivamente verificato, il radicalismo si è allargato a macchia d’olio, perché oltre all’Isis ci sono gli Shebab somali, Boko Haram in Nigeria, ci sono cellule minori in Egitto, nel Sinai e in Algeria. In Europa in contemporanea si è sviluppata un’islamofobia, cavalcata per meri fini elettorali dai tanti "Salvini".

A chi mi chiede se dobbiamo preoccuparci qui In Italia e come si sta affrontando la questione internazionale a Roma, rispondo che siamo nelle mani di Alfano. Un ministro degli interni che in passato non si è dimostrato in grado nemmeno di garantire la sicurezza di uno stadio durante una partita di calcio. Adesso dovrebbe coordinare un piano nazionale per far fronte a presunti attacchi terroristici in Italia?

Finché ci sarà Alfano seduto su quella poltrona milioni di italiani, non potranno dormire sonni tranquilli. Ha firmato un decreto che impartisce tagli organici alle forze dell’ordine a discapito della sicurezza, tagli che hanno riguardato oltre ventimila operatori nel solo comparto della polizia di Stato, in un decreto invece qualche mese fa venivano tolti soldi alla sicurezza e dati all’Expo. Secondo il Ministro, basta dare la possibilità al questore di ritirare il passaporto al sospetto terrorista che decide di espatriare, ed imporre ai provider, su ordine dell’autorità giudiziaria, di negare l’accesso ai siti che incitano a tenere condotte terroristiche. L’attacco in Francia, così come negli anni passati Madrid, Londra e ancora l’11 settembre dimostrano ormai che deve per forza iniziare una maggiore collaborazione per l’Intelligence europea, facendo cooperare i governi. Invece adesso, ogni Paese è un competitor rispetto all’altro, perché deve fare gli interessi della banche e delle lobbies.

C'è da dire tuttavia, che una serie di fatti che lasciano perplessi. Oggi siamo perplessi anche perché non abbiamo le informazioni per poter dare un giudizio certo su quello che è accaduto. In questo, un ruolo importante lo ricopre anche l’informazione nazionale ed internazionale, che deve essere libera così come la satira, ma non deve essere asservita ai poteri forti, altrimenti le guerre diventano missioni di pace, gli interessi economici si camuffano da protezione dei diritti umani ed esportazione di democrazia e diventa difficile per ognuno farsi una propria idea. Assistiamo ad una guerra asimmetrica che vede schierate da un lato le superpotenze, in grado di usufruire di armi tecnologicamente avanzate, dall’altro i kamikaze, ovvero miserabili esaltati, armati sapientemente, diretti da organizzazioni terroristiche. Ormai, capire se è nato prima il terrorismo islamico o le guerre contro il terrorismo islamico equivale a chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina.

In questi giorni, con una mozione depositata alla Camera dei Deputati, noi del M5S abbiamo presentato al Governo le nostre proposte per la lotta al terrorismo e la questione dei foreign terrorism fighters (FTF). Ecco gli impegni per il Governo:

- monitorare il movimento dei “foreign terrorism fighters” con controlli effettivi delle frontiere, ad attivarsi in sede europea per sbloccare la direttiva sul Passenger Name Record (PNR) per la registrazione dei passeggeri sui voli nell’area Schengen;

- rafforzare l’ufficio centrale nazionale INTERPOL e implementare la collaborazione con i corpi locali di polizia;

- adottare norme per il congelamento immediato di fondi o altri asset finanziari o risorse economiche di individui, gruppi o enti che finanziano, direttamente o indirettamente gli FTF, anche attraverso fondi derivati da proprietà su suolo italiano;

- procedere alla stipula di accordi bilaterali con quegli Stati a rischio passaggio dei “foreign terrorist fighters” per contrastare il fenomeno ad esempio la Turchia.

Violenza genera violenza: solo interrompendo questo ciclo si può sperare in una soluzione, noi abbiamo chiesto da subito di tracciare e chiudere i canali tramite i quali giungono a queste organizzazioni terroristiche finanziamenti e armi, gli stessi utilizzati per la nuova tratta degli schiavi, l’immigrazione clandestina. Sicuramente, dopo quello che è avvenuto a Parigi nei giorni scorsi bisogna, imparare dal passato ed evitare di ripetere gli stessi errori. La guerra dopo l’11 settembre c’è già stata e ha portato solo ad altre guerre, saranno in grado di non ripetere l’errore?

Approfondimenti
Mozioni M5S per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan
Interrogazione a risposta immediata su misure contro finanziamenti ai gruppi jihadisti
Mozione M5S per la lotta al terrorismo e per la questione dei Foreign Terrorism Fighters