Forniture dalla Libia a rischio, #M5S chiede al governo alternative sostenibili


Negli ultimi giorni le due fazioni in guerra in Libia hanno fatto un passo senza precedenti e hanno aggredito il circuito di estrazione di gas e petrolio, provocando la chiusura del terminal porto Es Sider, il più importante porto-terminale di carico del petrolio in Libia, al confine fra Tripolitania e Cirenaica. I capi della Al Waha Oil Company hanno preferito chiudere il terminal e fare allontanare le petroliere che erano pronte a caricare il greggio. Il governo di Tobruk vuole tagliare fuori l’altro governo libico, quello di Tripoli, dal circuito dei ricavi energetici, il quale ha risposto con un attacco militare ai due grandi porti per l’export di petrolio a Ras Lanuf e a Es Sider. ll gas che arriva dal Sud della Libia, estratto al confine con l’Algeria, viene compresso e “lavorato” nella stazione di Mellita e di lì viene introdotto nel gasdotto che attraversa il canale di Sicilia. Di conseguenza, se Mellita venisse bloccata dalle tribù di Zwara, automaticamente il flusso di gas verso l’Europa verrebbe interrotto, eventualità che danneggerebbe innanzitutto l’Italia.

Per questo motivo ho presentato una interrogazione parlamentare, con la quale chiede al Ministro dello Sviluppo Economico quali siano le intenzioni del Governo sul rischio che la stazione di Mellita venga bloccata con la conseguente interruzione del flusso di gas verso l’Europa e degli approvvigionamenti di gas da parte dell’Italia nonché quali eventuali azioni intenda intraprendere in merito. E poi, quali misure alternative intenda adottare per assicurare l’approvvigionamento energetico necessario a soddisfare il fabbisogno dei cittadini italiani, qualora dovesse riscontrarsi un’interruzione.

L’assoluta mancanza di pianificazione energetica da parte del Governo e di sostegno alle energie rinnovabili è certificata dalle scelte incluse nel decreto Sblocca Italia e dalla volontà di procedere con la costruzione del gasdotto TAP, che approderà sulle coste del Salento. L’instabilità dei Paesi dai quali l’Italia si rifornisce di gas e petrolio ci mette continuamente a rischio. Qualora gli equilibri tra Europa, Russia e Ucraina degenerassero, Gazprom potrebbe decidere di ridurre o bloccare le esportazioni di gas verso l’Europa. Il Nord Africa viene considerato dal Governo un’alternativa per l’Italia, ma è difficile considerare Libia e Algeria paesi stabili ed affidabili, visto i recenti avvenimenti di guerriglia e di violazione dei diritti umani. Di certo, non è possibile recuperare la propria sovranità restando così dipendenti da altri Stati. È giunta l’ora di puntare su noi stessi e fare tutto il possibile per incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Proviamo a puntare sulle opportunità che il nostro Paese fornisce. Fino a che saremo succubi dei giochi di potere altrui sarà difficile cambiare marcia per questo Paese. La politica estera influenza fortemente le economie nazionali e, di questo passo, può mettere a rischio la sovranità nazionale.