#M5S Esteri: La gestione del portafoglio nelle mani degli ambasciatori


Con la circolare del 26 settembre scorso, l’Amministrazione degli Esteri ha dato attuazione alla legge 89/14 con la quale si individuano esclusivamente negli Ambasciatori i soggetti destinatari delle risorse economiche e si lascia alla loro discrezionalità l’eventuale assegnazione ad altro personale della gestione dei fondi.

Una vicenda sulla quale ho depositato una interrogazione chiedendo al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni se l’assegnazione delle risorse finanziarie alla discrezionalità dei soli ambasciatori prevista dalla circolare interna non sia in contrasto con la normativa vigente. Più precisamente con l’art. 16-bis della legge 89/14 che prevede, invece, la ripartizione tra gli uffici all’estero, cioè ambasciate, consolati e Istituti di cultura.

La modalità di assegnazione regolata dalla Circolare concede all’ambasciatore pieni poteri nella ripartizione delle risorse e lo legittima, fra l’altro, ad autorizzare spese per attività promozionali gestite in proprio, magari nella sua residenza solo sulla base di forfait, senza ulteriore documentazione di riscontro come fatture, ricevute o scontrini fiscali”. Come stabilito dal D.L. n. 66/2014 entrato in vigore il 24/04/2014 e convertito con modificazioni dalla L. 23 giugno 2014, n. 89, l’attività di promozione dell’Italia all’estero svolta dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli Istituti Italiani di Cultura mira a stabilire ed intrattenere relazioni con le autorità, il corpo diplomatico e gli ambienti locali, a sviluppare iniziative e contatti di natura politica, economico-commerciale e culturale nell’interesse del sistema Paese, ad accedere a fonti di informazione e a tutelare le collettività italiane all’estero.

Ora l’ambasciatore disporrà a sua discrezione di un notevole quantitativo di denaro per feste, acquisti, cene, cocktail, secondo la sua volontà, senza alcun controllo. Peccato che, fin dall’inizio, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato guerra agli sprechi, sottolineando la sua ferma volontà di rendere trasparenti tutte le spese degli enti pubblici. Anche con lo scopo di combattere la corruzione il premier aveva individuato il canale web come strumento essenziale di comunicazione civica e di trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Ad oggi, invece, nessun dato amministrativo-contabile in merito alle spese promozionali previste dalla Legge 89/14 risulta pubblicato sul sito web del ministero né su quelli delle sedi all’estero né sul sito soldipubblici.gov.it.


APPROFONDIMENTI
- soldipubblici.gov.it
- articolo sulla mia interrogazione pubblicato su aise.it