#M5S Marò: Dal Governo Renzi solo promesse da marinaio


Con il disegno di legge di conversione del decreto Antiterrorismo, torna alla ribalta la vicenda che vede coinvolti i dei due fucilieri di Marina pugliesi, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Purtroppo, contrariamente a quanto annunciato negli ultimi giorni, nessuna novità concreta all'orizzonte proprio mentre fra qualche giorno scade la licenza concessa a Latorre per sottoporsi a terapie riabilitative dopo l’ictus che lo ha colpito a New Delhi il 31 agosto 2014.

L'ennesima beffa da parte del Governo Renzi che come al solito agli annunci fa seguire il nulla. Nel precedente decreto sulle missioni si prevedeva che l'Italia si ritirasse dalle missioni antipirateria qualora non si fosse ancora risolta la vicenda dei due fucilieri di marina del Battaglione San Marco attualmente trattenuti in India. In questi giorni il Ministro Pinotti a parole ha confermato questa volontà, ma al momento di discutere gli emendamenti del M5S che prevedevano la soppressione del comma 3 dell'art. 13, è arrivato il parere negativo di Governo e maggioranza. Quindi in pratica non cambia niente e anche con questo decreto si proroga la partecipazione dell'Italia alle missioni antipirateria.

Emendamenti, quelli presentati dalle commissioni esteri e difesa del M5S, in netta contrapposizione con quanto scritto nel decreto, per mezzo del quale il governo Renzi autorizza dal 1 gennaio al 30 settembre 2015, la spesa di circa 29 milioni e mezzo di euro per la proroga della partecipazione di personale militare all’operazione militare dell’Unione europea per il contrasto della pirateria denominata Atalanta. Sempre per lo stesso periodo e con lo stesso decreto, si autorizza la spesa di oltre 21 milioni di euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea denominate EUTM Somalia e EUCAP Nestor e alle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional Maritime Capacity Building nel Corno d’Africa e nell’Oceano indiano occidentale, nonché per il funzionamento della base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane.

Unica concessione del Governo al M5S è l'inserimento anche in questo decreto, tramite la riformulazione di un emendamento M5S, della promessa: «Conclusa la missione in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e comunque non oltre la data del 30 settembre 2015, la partecipazione dell'Italia alla predetta operazione sarà valutata, sentite le competenti Commissioni parlamentari, in relazione agli sviluppi della vicenda dei due fucilieri della Marina militare attualmente trattenuti in India».

Una riformulazione che sa di presa in giro visto che non smuove di una virgola la posizione dell'Italia nella vicenda dei due Marò pugliesi. Tutt'altro che una posizione netta da parte dei Ministro Pinotti e Gentiloni che, a quanto pare, emulano Renzi in quanto a prese in giro. Leggo di una proposta italiana e di una squadra di legali indiani che starebbero studiando una soluzione consensuale del caso. Di proposte e di tentativi da parte del nostro Governo in questi tre anni si è letto tanto, da De Mistura alla Mogherini, passando per la Bonino, ma quando si tratta di mettere nero su bianco sugli atti e nelle sedi istituzionali, il Governo è come sempre latitante. Mi sento preso in giro da pugliese prima ancora che da membro della commissione esteri. Insieme ai miei colleghi del M5S, continuo nella battaglia diplomatica in tutte le sedi istituzionali per riportare Massimiliano e Salvatore a casa.