Arrivano i bambini bielorussi per il soggiorno climatico ma resta il problema delle adozioni

Abbracci, sorrisi e lacrime di gioia ieri, domenica 7 giugno, all’aeroporto di Bari, dove sono atterrati i bambini bielorussi, provenienti dalle zone colpite dal disastro di Chernobyl, che trascorreranno un soggiorno climatico presso numerose famiglie pugliesi. Ad accoglierli, oltre a centinaia di persone festanti, c'ero anch'io perchè da mesi sto facendo pressioni sul Governo per risolvere, definitivamente, le complicazioni burocratiche ed i ritardi legati all’iter adottivo di questi minori dell’Europa orientale.

Proprio quelle famiglie che oggi accolgono i bambini molto spesso si affezionano e ne chiedono l’adozione. Ma i tempi di attesa e l’iter burocratico rendono complicato e spesso impossibile il disbrigo di tutte le pratiche e, a volte, la felice conclusione dell’iter adottivo. Già da un anno e mezzo circa, sto lavorando con famiglie ed enti accreditati per cercare di comprendere a cosa siano dovuti gli intoppi e dove nascano le difficoltà. Oltre ad alcune interrogazioni già depositate per avere delle risposte in merito ai motivi che rallentano l’iter adottivo, ho anche presentato una risoluzione per impegnare il Governo a risolvere i problemi politico-amministrativi nonché a creare una delegazione che annualmente curi le relazioni con la Bielorussia, agendo da facilitatore tra le famiglie italiane e le autorità bielorusse.

Purtroppo, ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta. Così ho deciso di chiedere formalmente un incontro alla Presidente della Commissione Adozioni Internazionali, la dott.ssa Silvia Della Monica, visto che nessuno meglio di lei ha il polso della situazione delle adozioni per poter finalmente collaborare per risolvere la situazione. Tuttavia, nonostante siano trascorsi oltre tre mesi dalla mia richiesta, attendo ancora riscontro dalla dottoressa Della Monica. Eppure, la Commissione Adozioni Internazionali (CAI), che fa capo al Presidente del Consiglio, dovrebbe comunicare periodicamente con enti ed associazioni per istruirle, consigliarle e guidarle durante tutto l’iter adottivo. Ma da un paio di anni a questa parte si assiste ad una commissione che comunica poco o nulla con gli enti da essa stessa accreditati e con le famiglie in cerca di adozioni. Le stesse difficoltà che ho riscontrato personalmente nel chiedere un confronto alla Della Monica. Ci sono centinaia di famiglie speranzose di poter abbracciare presto i loro ‘figli adottivi’ bielorussi che, pur avendo quasi concluso l’iter adottivo e comunicando giornalmente via skype con i propri figli, restano invano in attesa di notizie. Ritengo inaccettabile il silenzio della CAI e, insieme ad enti e famiglie, stiamo già valutando canali alternativi che ci portino ad un risultato concreto. Intanto, continuo a battermi al loro fianco, affinché ci sia un incontro quanto prima dove si faccia chiarezza sulle problematiche e sulle eventuali soluzioni.

Approfondimenti

Interrogazione 4/03482
Risoluzione in Commissione 7/00473
Interrogazione 4/07528