L'alternativa all'Euro è possibile


Un nuovo approccio geo-strategico dell'Italia finalizzato alla crescita della propria economia. Ma soprattutto un approccio alternativo all'Euro e al blocco atlantista guardando ai BRICS, acronimo utilizzato per riferirsi congiuntamente alle sole economie sfuggite fino ad oggi al controllo delle potenze dominanti: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

E' stato questo il tema al centro del convegno dal titolo "Il nuovo mondo con i BRICS", che si è tenuto venerdi scorso alla camera dei deputati, organizzato dalla Commissione Affari Esteri e Comunitari del M5S. 

Sono intervenuti

 


Per ovviare alla crisi della zona euro, l'Italia può guardare ai Brics?

https://www.youtube.com/watch?v=em4QWcjg_eA


Un pò di storia

Appena eletto presidente del Brasile, Luís Inácio Lula da Silva rivolse al suo ministro degli Esteri, Celso Amorim, la seguente domanda: ”Se l’economia è globalizzata perché per comprare dall’India dobbiamo fare prima la conversione della nostra moneta (Real) in dollari statunitense, per poi cambiare l’equivalente in moneta indiana (Rupia)? Non sarebbe più vantaggioso effettuare direttamente il cambio tra Real e Rupia?”.

Il 16 giugno del 2009 si riunivano a Ekaterinburg (Russia) i presidenti di Brasile, Russia, Cina e India, rispettivamente, Luiz Inácio Lula da Silva, Dimitry Medvedev, Hu Jintao e Manmohan Singh. L’anno seguente (15/16 aprile del 2010) Jacob Zuma, rappresentando il Sud Africa partecipava nella riunione di Brasilia, in cui nascevano i BRICS (Brasile – Russia – India – Cina – Sudafrica) con l’obiettivo di “…sviluppare gli strumenti per la creazione di un nuovo ordine mondiale che superasse il centralismo della dollarizzazione, promovendo la democrazia e l’eguaglianza nelle relazioni internazionali”. Il 15 luglio del 2014, il mondo si rendeva conto del significato geopolitico dei BRICS quando i cinque paesi realizzavano il sesto Summit nella città brasiliana di Fortaleza che ha visto la creazione di una nuova Banca per lo Sviluppo. Per cercare un’alternativa al “Washington Consensus” i cinque Paesi hanno deciso di avere a disposizione una struttura protettiva, contrapposta alle politiche economiche e finanziarie dei paesi europei e degli Stati Uniti e quindi capace di promuovere operazioni finanziarie in favore dei Paesi emergenti e in via di sviluppo. Per questo Vladimir Putin, presidente della Russia, faceva notare che: ”Questa istituzione finanziaria sarà un mezzo estremamente poderoso per prevenire possibili difficoltà economiche. Nello stesso tempo contribuirà a definire i fondamenti per attivare i grandi cambiamenti economici a livello mondiale”.

Focus

Nel 2013, il volume degli investimenti mondiali ha toccato i 1,5 trilioni di dollari (nel 2010 si arrivò a 2 trilioni), di cui 617 miliardi di dollari destinati a progetti in favore dei paesi in via di sviluppo. Di questi il 50% sono stati finanziati da Cina, India, Brasile e Russia.

I BRICS, oggi, rappresentano il 40% della popolazione mondiale e circa il 25% del PIL mondiale. Sono per questo considerati “il nuovo soggetto politico del secolo XXI” non solo per il loro potenziale e la loro crescita economica, ma per l’adozione di una agenda politica che nell’ambito internazionale si contrappone a quella del blocco storico del G6 (Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Francia, Germania e Giappone).

“Un nuovo mondo” per un sistema multilaterale, bilanciato e nel rispetto della sovranità dei singoli stati della comunità internazionale.