C'è vita fuori dall'euro?


Intervista rilasciata al settimanale "La voce del Paese" del 10.07.15
Pericolo Grecia, le mie riflessioni

Il referendum che si è tenuto in Grecia il 5 luglio è stato un evento storico; il ritorno della democrazia in un'Europa, apparentemente fatta solo di diktat. Quante volte in Italia ci hanno detto “ce lo chiede l'Europa” per farci accettare la riforma Fornero, la riforma del lavoro, l'aumento dell'IVA, l'IMU e via discorrendo? Bene, il Governo Greco ha fatto quello che nessun governo Italiano aveva mai fatto, cioè ha chiesto ai cittadini se erano disposti ad accettare le richieste dei creditori.

La vittoria del “NO” (OXI in greco) è quella di un popolo che resiste ad una campagna di minacce e intimidazioni da parte dei media greci e dei leader dell'Unione europea. Questo risultato ha rafforzato il governo di Alexis Tsipras, il quale ha ricordato, in un discorso molto franco tenuto al Parlamento europeo, che l’austerità è un “esperimento che non ha avuto successo” e che la Grecia è stata il laboratorio di quell’esperimento. Tsipras si dice ancora disponibile a trattare sulle riforme in cambio di una ristrutturazione del debito del Paese sulla falsariga di ciò che è stato concesso alla Germania nel 1953 e ha presentato formale richiesta di assistenza finanziaria al fondo di salvataggio della zona euro, l'Esm (European stabilty mechanism), in cambio dell’attuazione di alcune misure sin dalla prossima settimana.

Se i leader dell’eurozona accetteranno la nuova proposta, la Grecia potrà continuare a rimanere nell’area euro, ma schiacciata da una moneta troppo forte non potrà crescere e non riuscirà a generare reddito per ripagare i propri debiti. La vittoria di Tsipras diventerà così la sconfitta dei greci. Invece, se non si troverà un accordo entro la settimana, i leader di tutti i paesi dell’Unione Europea si riuniranno domenica 12 luglio per decretare probabilmente l’uscita del paese dall’Euro, la cosiddetta “Grexit”, l'unica strada che permetterebbe agli ellenici, nel lungo termine, di riprendere le redini della propria economia ritornando alla propria sovranità e alla propria moneta. L'unica cosa che terrorizza i leader europei è che la Grecia dimostri che c'è vita fuori dall'Euro, e che questa vita può essere migliore di quella che abbiamo dentro l’Euro. Questa è la loro più grande paura, questo è ciò che li riempie di terrore. 


Aggiornamento del 13 Luglio 2015

Purtroppo questa mattina #‎Tsipras‬ ha accettato il ricatto dell'Eurogruppo, la ‪#‎Grecia‬ potrà continuare a rimanere nell’area dell’Euro, resterà schiacciata da una moneta troppo forte, e nonostante gli aiuti e l’alleggerimento del debito non potrà crescere e non riuscirà a generare reddito per ripagare i propri debiti residui. La vittoria del “NO” al referendum è stata inutile poiché Tsipras ha accettato la proposta successiva non certo migliore della prima, tradendo il mandato del popolo greco. Tra meno di un anno la Grecia tornerà in una situazione peggiore di quella attuale.
L’unica paura dei leader europei era che la Grecia potesse dimostrare all’Europa di stare meglio senza Euro. Paura che sono riusciti ad evitare convincendo il Governo Greco ad accettare il “salvataggio”.