L’Italia esclusa anche dal vertice su migranti, Siria e Libia


L’Italia esclusa anche dal vertice su migranti, Siria e Libia. Presenti francesi, tedeschi e britannici. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha previsto solo altri tre commensali: il collega tedesco Frank-Walter Steinmeier, quello britannico Philip Hammond e Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Si discute il futuro di Assad, senza l’Italia. Ma qual è la posizione del governo italiano? Quanto conta il nostro paese sulla politica estera Europea? Sulla Siria ben poco, il governo italiano si è adeguato alla versione atlantica e dei loro alleati arabi. 

I francesi, stimolati dagli affari miliardari con le monarchie del Golfo, vorrebbero che Assad se ne andasse, i tedeschi sono poco convinti, gli americani aspettano le mosse della Russia. Per aiutare Assad, ormai ai limiti, Mosca vorrebbe bombardare Aleppo o Palmira. La popolazione siriana? Ormai è diventata carne da macello per esportazione, caldamente invitati a fuggire perché con i miliardi messi a disposizione dall'Unione europea verranno creati campi profughi con un nome nuovo ed elegante, gli “Hotspots”. Sulla Libia poi c'è solo da incassare il più grande smacco strategico subito negli ultimi decenni: l'Italia, che nel 2010 aveva firmato un accordo con Tripoli (Gheddafi-Berlusconi) per la cooperazione e la sicurezza, non soltanto non è stata capace nel 2011 di opporsi all'iniziativa francese di bombardare la Libia, ma successivamente ha partecipato ai raid. Con quale contropartita? Quando è finito il regime libico, francesi e inglesi si sono accorti che nonostante decenni di propaganda anti-italiana i libici non avevano nessuna intenzione di buttarci a mare ma l'Eni continuava a estrarre petrolio e persino i Fratelli Musulmani di Tripoli avrebbero voluto che la missione internazionale per ricostruire il Paese fosse affidata agli italiani. Ma gli italiani evidentemente devono essere considerati meno affidabili dei jihadisti appoggiati dalle monarchie del Golfo. 

E non importa se ora alla Sirte c'è il Califfato: nessuno a quanto pare è intenzionato a sloggiarlo dal Golfo libico che sta di fronte a casa nostra. Ogni tanto ci affidano la guida di qualche missione nel Mediterraneo dal titolo pomposo ma giusto per non farci sentire sminuiti quando usano le basi aeree per bombardare un Paese piuttosto che un altro. In realtà l’Italia è un paese scarsamente indipendente, vive sotto l'ombrello della Nato e quando si sposta leggermente dal suo posto nel coro viene redarguito. Però ha tanta buona volontà: siamo andati nei Balcani, in Kosovo, in Afghanistan, in Libano. Persino in Iraq, nel 2003, ad appoggiare la più straordinaria fesseria mai compiuta negli ultimi 20 anni dalla superpotenza USA, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e che paghiamo ancora oggi. Abbiamo sacrificato in missioni militari vite umane e quattrini per darci un ruolo che oggi nessuno ci riconosce: ecco un altro investimento con scarso ritorno che dovrebbe farci riflettere. Serve all’Italia un Governo che recuperi le proprie sovranità: economica, politica, alimentare, energetica e militare. Ed è sempre più evidente la necessità di un Governo a 5 Stelle.