Bielorussia: con l'Ambasciatore Bianchi ho parlato di adozioni


Ho avuto il piacere di incontrare l'Ambasciatore italiano a Minsk, Stefano Bianchi, il quale mi ha riferito che la Bielorussia non ama lo strumento dell'adozione. Lo vedono negativamente, come un mezzo per svendere i propri bambini e per ammettere che il loro Stato non sia in grado di assicurare loro una vita dignitosa; quindi ne fanno una questione di orgoglio nazionale. L'Italia si trova in una posizione di vantaggio visto che l'unica eccezione è stata fatta per il nostro Paese per le attività ed i progetti portati avanti in campo umanitario. Infatti, in un ventennio circa 600.000 bambini sono stati ospitati, sia nei soggiorni estivi che nei soggiorni natalizi. Si pensi che su 6 bambini adottati in Bielorussia, 1 è in Bielorussia ma 5 sono in Italia. 

"Tra l'inizio del 2014 ed i primi mesi di quest'anno – mi ha riferito l'Ambasciatore Bianchi - 170 erano le pratiche giacenti e quelle approvabili sono state tutte approvate sotto l'aspetto tecnico. Però, come è stato fatto per il precedente blocco, adesso occorre mettere in campo il livello politico, quindi ripetere la stessa procedura di dialogo politico che era stata fatta per la precedente lista nel 2013. Occorre una lettera di altissimo livello inviata direttamente dal nostro Presidente della Repubblica o dal Presidente del Consiglio al Presidente bielorusso che da l'autorizzazione quindi approva la lista perché viene considerata come garanzia aggiuntiva per i minori. Forse questo la Commissione Adozioni Internazionali (CAI) non l'ha bene inteso. “Questo secondo blocco di domande di adozione finora è stato trattato direttamente dalla CAI con l'ambasciata bielorussa a Roma. Dall'ambasciata abbiamo provato a contattare la CAI ma non abbiamo ricevuta alcuna risposta”.

Purtroppo, quello delle adozioni internazionali è un tema molto delicato e spesso si riesce a spuntarla quando si ha una profonda conoscenza del territorio dal quale si adotta. Negli ultimi anni le relazioni sono state molto tese tra l'Unione Europea e la Bielorussia. Adesso la situazione pare si sta scongelando. Ci sono contatti ed incontri tra ministri e capi di governo anche perché ci sono interessi economici ed è proprio includendo la questione delle adozioni in una cornice più ampia, in un avvio di dialogo parlamentare, si potrebbe facilitare la conclusione dell'iter adottivo per le famiglie in attesa.