Isis: ogni militare in missione all'estero è un uomo in meno a difesa del nostro Paese


A pochi giorni dai fatti di Parigi, prima di tutto, voglio esprimere il cordoglio e la vicinanza da parte del gruppo del M5S alle famiglie delle vittime degli attentati di Parigi ed in particolare alla famiglia di Valeria Solesin, la nostra connazionale uccisa in uno degli attentati. Dell’ISIS e delle sue efferatezze sappiamo tutto da anni, non c'è nulla da scoprire. E’ un movimento terroristico che ha sfruttato le repressioni del dittatore siriano Bashar al Assad per presentarsi sulla scena: armato, finanziato e organizzato dalle monarchie del Golfo (prima fra tutte l’Arabia Saudita) con la colpevole indifferenza degli Stati Uniti e dell’Europa.

Quando l’ISIS ha espanso il suo perimetro operativo, e prima ancora di auto-proclamare un Califfato illegittimo, Washington e Riad gli hanno lasciato mano libera in Siria nel tentativo di rovesciare il regime di Assad. In questo scenario, la comunità occidentale ha assistito senza battere ciglio di fronte alle ambiguità della Turchia nei confronti dell’Isis, ha taciuto quando i Paesi del Golfo hanno posto il veto all’accoglienza di un solo rifugiato siriano, è rimasta silente quando, peggio ancora, all’Arabia Saudita è stato concesso di sedere alla guida del Consiglio per i diritti umani dell’Onu. Nel frattempo l’ISIS ha continuato a diffondere orrore e macerie: ha abbattuto sul Sinai un aereo di turisti russi (224 morti), ha compiuto una strage in un mercato di Beirut, in Libano. E poi si è rivolto, di nuovo, contro la Francia.

L'Italia, ora che ne ha le possibilità, deve spingere affinché l'Unione Europea promuova una conferenza di pace mondiale sul Medio Oriente. Il processo di nascita di nuove realtà su base etnica è inarrestabile sia in Medio Oriente che in Europa. Bisogna prenderne atto e, assieme a tutti gli attori coinvolti, trovare nuove e coraggiose soluzioni. Nonostante in Italia ci siano ancora sostenitori delle guerre di George W. Bush, queste ultime sono ormai riconosciute anche dagli americani per quello che in realtà furono: un insieme di menzogne e di inefficienze che servì da innesco a molti degli attuali orrori del Medio Oriente. Hanno portato morte, instabilità e povertà. Hanno dichiarato guerra al terrorismo e il risultato che hanno ottenuto è stato il moltiplicarsi del fenomeno stesso. A riprova di ciò, i dati del Global Terrorism Index (GTI) rivelano che le vittime del terrorismo sono quintuplicate dall'attacco alle torri gemelle e nonostante i 4.400 miliardi di dollari spesi nelle guerre in Iraq, in Afghanistan ed in altre aree di crisi, sono nate nuove sigle Jihadiste.

Negli ultimi 45 anni, sempre secondo il GTI, l'80% delle organizzazioni terroristiche è stato neutralizzato grazie al miglioramento della sicurezza e alla creazione di un processo politico finalizzato alla risoluzione dei problemi che erano alla base del sostegno ai gruppi terroristici. Solo il 7% è stato eliminato dall'uso diretto della forza militare. Nel decennio 2004/2014 il costo complessivo per l’Italia delle missioni internazionali militari è stato già di 12 miliardi e 731 milioni. Sappiamo tutti che oggi non c'è una soluzione immediata al terrorismo, ma sappiamo anche che il terrorismo è una macchina che va a benzina. Per togliergli la benzina occorre fermare il traffico illecito di armi e dei finanziamenti all'ISIS e contemporaneamente spegnere, uno ad uno, i focolai che alimentano il jihad dandogli forza di propaganda utile nel reclutamento di nuovi miliziani. Il modo più efficace di risolvere la questione, a mio avviso, non è certo quella di intervenire militarmente ma è necessario usare queste energie per avviare un processo di pacificazione in Medio Oriente e contemporaneamente un rafforzamento delle misure di sicurezza interne.

Noi del M5S, come diciamo già da tempo, riteniamo sia necessario fornire maggiori risorse e mezzi alle forze dell’ordine ed ai militari che hanno il compito di vigilare sulla sicurezza interna al nostro Paese. Ormai i conflitti si combattono soprattutto con l'intelligence, non solo con le bombe. Per questo, il compito dello Stato è quello di prevenire attacchi come quelli di Parigi prima che questi avvengano. Nelle ultime ore il Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi ha fatto sapere che sulla legge di Stabilità ci saranno più risorse per le Forze armate, le forze dell’ordine ma anche per l'intelligence. Peccato però che proprio nella Legge di Stabilità al Senato noi del M5S abbiamo chiesto di aumentare i fondi all'intelligence di 20 milioni nei prossimi tre anni e di annullare il taglio di 219 milioni di euro alle Forze armate, previsto in questo provvedimento ma il PD ha votato contro il nostro emendamento. Ma appena il provvedimento arriva alla Camera noi ci riproveremo. Siamo convinti che solo così, pur non annullando del tutto i rischi, si può restituire un po' di serenità a questo mondo colmo di odio e di sete di potere.