Libri: il mancato rispetto della legge danneggia editori e piccoli librai

Il disegno di legge sulla concorrenza, nonostante la paura di editori grandi e piccoli, e di librai indipendenti i quali hanno dichiarato pubblicamente di avere una posizione comune, non ha abrogato la legge Levi che stabilisce un tetto massimo del 15% allo sconto che i venditori di libri possono applicare sul prezzo di copertina. Tuttavia, le librerie che già arrivano da anni non certo positivi, sono sempre più in difficoltà a causa dell'inefficacia dei controlli degli organi preposti, soprattuto in merito al commercio online. Così, ho portato la questione nelle aule di Montecitorio con una interrogazione alla camera dei deputati indirizzata ai ministri dell'istruzione e dello sviluppo economico con la quale chiedo che la legge 128/11 del 27 luglio 2011 (cosiddetta Legge Levi) venga rispettata da editori, librai e soprattutto dalla Grande Distribuzione.

La legge Levi, ancora in vigore, rischia di creare concorrenza sleale se applicata solo alle librerie e non ai rivenditori di libri online. Paradossalmente, la legge nata con altri più nobili fini rischia di sfavorire le piccole imprese a scapito delle multinazionali. Per esempio su amazon.it è possibile acquistare libri con sconti pari al 55% del prezzo fissato. Secondo il SIL (Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai), stando ai dati del 2014 ogni giorno chiudono in media 5 piccole librerie. Si ritrovano schiacciati tra gli editori, con i quali è impossibile contrattare e la grande distribuzione, che riesce ad applicare sconti aggirando i limiti della legge Levi. Non è possibile accettare, a livello di sistema-Paese, che si consenta alla grande distribuzione con queste operazioni di azzerare la concorrenza”. In realtà, qualche dato incoraggiante arriva da Messaggerie, il più importante distributore italiano di prodotti editoriali, il quale dice che nei primi nove mesi del 2015 si è arrestata la caduta del libro di carta (-0,34%) mentre è rallentata sensibilmente la marcia dell’e-book (+18,8% contro il +35% previsto). Dopo tre anni di crisi sono tornate a correre le librerie indipendenti che tirano la volata a tutto il settore. Fra gennaio e settembre le librerie indipendenti crescono del 5,19% a 277,4 milioni di euro di giro d’affari. Tuttavia, resta il mancato rispetto della legge Levi che non garantisce una concorrenza leale. 

In una intervista, Ricardo Franco Levi, primo firmatario della legge, ha dichiarato che "la legge che regola gli sconti sui libri si pone come un vincolo alla drammatica riduzione delle voci. E fa sì che editori e librai, anche le realtà più piccole, possano competere sul mercato. Pone le premesse per garantire una concorrenza equa".

Peccato però, che nella sezione dedicata alla disciplina del prezzo dei libri, più precisamente nella regolamentazione delle sanzioni l'unico ente indicato è il comune che, secondo tale legge, vigila sul rispetto delle disposizioni del presente articolo e provvede all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni previste al comma. Per questo, ho chiesto ai ministri dell’Istruzione e dello Sviluppo economico cosa intendano fare per migliorare il sistema dei controlli dal momento che il solo controllo della legge da parte di vigili urbani o agenti del comune è sicuramente inefficace visto che il mercato dei libri è molto sviluppato anche e soprattutto online. Nel chiedere di agire, abbiamo anche proposto modifiche all’attuale legge per estendere i controlli e porre termine alle diseguaglianze che si sono venute a creare.

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