Adozioni Internazionali: CAI un ente fantasma. Serve rispetto per le famiglie in attesa













Tra una fuga di notizie e l'altra, si apprende che il Presidente del Consiglio Renzi avrebbe finalmente firmato la lettera di garanzia richiesta dalle autorità bielorusse per concludere l'iter adottivo di numerosi bambini e famiglie in attesa. Si apprende anche, che siano state sbloccate dieci delle pratiche adottive di famiglie ancora in attesa di concludere la loro adozione dalla Repubblica del Congo. Il tutto, in uno scenario nebuloso in cui vivono con spasmodica attesa centinaia di famiglie che cercano in tutti i modi di avere notizie certe, ufficiali, da parte dell'autorità centrale del nostro Paese in materia di adozioni internazionali.

La Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), che opera presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dovrebbe agire secondo il principio della trasparenza, inteso come "accessibilità totale" alle informazioni che riguardano l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, come affermato con decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Nei fatti, numerosissime sono ad oggi le proteste dei genitori, che più volte hanno scritto al Presidente della Repubblica Mattarella ed al Presidente del Consiglio Renzi per la mancanza di trasparenza che caratterizza la gestione della CAI. 

Ultimo in ordine di tempo è il grido di protesta andato in scena alla Camera dei Deputati proprio qualche giorno fa durante una conferenza stampa dove alcuni rappresentanti di famiglie ed enti autorizzati hanno auspicato, ancora una volta, un intervento immediato da parte del Presidente della Repubblica. Ormai la gestione inaccettabile della Commissione da parte della Presidente Della Monica scelta da Renzi forse per immobilizzare le adozioni internazionali, è sotto gli occhi di tutti. Anche il sito istituzionale della Commissione rispecchia in toto il modus operandi della Presidente. Infatti, con un'interrogazione parlamentare ho chiesto al Presidente del Consiglio delucidazioni su alcuni dei molti dati mancanti; dall'importo destinato alla spesa per indennità di carica spettante al Vice Presidente della Commissione (proprio la Dott.ssa Silvia Della Monica), all'elenco aggiornato del personale in servizio presso la segreteria tecnica della CAI, passando per i criteri di assegnazione dei rimborsi relativi alle spese sostenute per l’adozione di uno o più minori stranieri.

A tal proposito il M5S ha presentato un emendamento, a mia prima firma, alla Legge di Stabilità 2016, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, con il quale si propone di aumentare a 30 milioni annui con decorrenza dal 2016, il «Fondo per le adozioni internazionali», istituito proprio con la nuova Legge di stabilità con una dotazione di 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2016, al fine di concludere tutte le attività relative ai rimborsi delle procedure adottive successive all’anno 2011. 

Mi auguro vivamente che anche la maggioranza appoggi il nostro emendamento che permetterebbe a tante famiglie di ricevere quanto dovuto. Purtroppo il calo vertiginoso delle richieste di adozione è il risultato della crisi economica che fa il paio con i mancati rimborso delle spese sostenute dalle famiglie. Non da meno è la gestione scellerata di una Commissione che dovrebbe essere proprio di supporto alle famiglie ed agli enti. Ad oggi invece, non fa altro che alimentare la diffidenza delle famiglie nei confronti degli enti autorizzati e nei confronti delle istituzioni tutte. Il mio ruolo, e mi auguro quello di tutti i parlamentari italiani, indipendentemente dal colore politico, è quello di continuare a denunciare il comportamento di questo ente e di fare in modo che le adozioni internazionali proseguano con successo nell'esclusivo interesse dei bambini e delle famiglie.

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