Sottrazione internazionale dei minori: grave l'immobilismo del Governo

Esiste in Italia, un numero crescente di casi di sottrazione del figlio minore ad opera di un genitore che decide, illegittimamente, di allontanarsi e di portare via con sé il bambino, in un luogo sconosciuto o all’estero, impedendogli di fatto qualsiasi rapporto con l’altro genitore. Una vicenda che vede coinvolte anche alcune famiglie pugliesi e per la quale ho chiesto al Governo un intervento risolutore. Nonostante l’Italia abbia ratificato la Convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980 (con la legge 64 del 15 gennaio 1994) sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, tuttavia ogni anno oltre cento bambini spariscono. Dal 2009 a fine aprile 2015, infatti, sono complessivamente 610 i nuovi casi di minori dei quali si sono perse le tracce perché sottratti al coniuge, rapiti o fuggiti da casa. Il picco nel 2013, con 119 minori spariti nel nulla.

Nella maggioranza dei Paesi occidentali, la sottrazione di minori viene considerata un reato che crea allarme sociale, pertanto viene sanzionato sulla base della violenza fisica e psichica subita dal minore. In Italia, nonostante la sottrazione e il trattenimento all’estero di minore costituisca ipotesi di reato in base all’art. 574 bis del Codice penale, non è chiaro quale autorità debba effettivamente occuparsi dell’effettivo rientro del minore.

Circa dieci anni fa, alla Camera dei Deputati fu approvata una mozione con la quale si impegnava il Governo, tra le altre cose, a promuovere iniziative ed attivare strumenti sia investigativi che coercitivi per rintracciare tempestivamente il minore indebitamente sottratto ad un genitore e per verificare con le ambasciate italiane le iniziative da intraprendere in caso di sottrazione di un minore italiano e al fine di garantire il diritto di visita del genitore italiano. Tuttavia, da Palazzo Chigi non hanno mai messo in atto queste misure

Con una interrogazione al Ministro della Giustizia Orlando, ho spronato il Governo ad intraprendere iniziative in materia di sottrazione di minori secondo quanto già indicato nella mozione approvata e non escludo l’opportunità di presentare un ulteriore atto finalizzato ad arginare il fenomeno. Ritengo, inoltre, che non vadano sottovalutati anche i casi, tra cui anche quelli di famiglie pugliesi, in cui il genitore di origine italiana sottrae il figlio e, pur permanendo nel territorio dello Stato, riesce a far perdere qualsiasi traccia all’altro genitore.

APPROFONDIMENTI

Il Microcredito 5 Stelle funziona!

https://www.facebook.com/Scagliusi.Emanuele/videos/vb.172934526199125/546398128852761/?type=2&theater
Avevamo promesso al direttore di Canale 7, una emittente locale del nostro territorio, che non appena avessimo aveuto notizie su un imprenditore pugliese che ha avuto accesso al Microcredito, l'avremmo portato negli studi della emittente televisiva.

Ecco la puntata di "Perchè", andata in onda ieri, alla quale abbiamo partecipato io, il mio amico e collega Giuseppe L'Abbate e Mirko.

Ascoltate direttamente dalla sua voce la testimonianza di questo giovane ragazzo pugliese che, grazie al fondo di garanzia per il microcredito alimentato dai tagli dei nostri stipendi, è riuscito a realizzare il suo sogno: raggiungere l’indipendenza economica avviando un’impresa che gli permette di fare un lavoro che gli è sempre piaciuto fare.

Ad oggi, circa 1000 imprese in tutta Italia sono riuscite ad accedere ad un finanziamento senza nessuna garanzia reale. 19 milioni di euro già erogati, una vera e propria manovra economica che sta creando nuovi posti di lavoro.

Dal taglio alle spese della casta alla creazione di posti di lavoro. Questo è il CIRCUITO VIRTUOSO che parte dalla BUONA POLITICA!


APPROFONDIMENTI
Il protocollo siglato dal M5S e Banca Intesa al fine di facilitare l’accesso al credito

https://drive.google.com/file/d/0BwYB-8G822fkdUxWS1NJS2N0TkU/view?usp=sharing

Adozioni internazionali: La protesta delle famiglie arriva a Montecitorio

Questa mattina, dinanzi all’ingresso della Camera dei Deputati a Montecitorio, decine di genitori in attesa di adozione dal Congo si sono incatenati simbolicamente per manifestato contro il Governo e contro la Commissione Adozioni Internazionali (CAI), rei di tenerli allo scuro sulla situazione dei loro bambini. Sono ben 847 giorni che questi genitori attendono di abbracciare i loro figli, per i quali la documentazione risulta essere formalmente a posto ma che, tuttavia, attendono il visto d'uscita. 

Decine e decine di famiglie italiane attendono da quasi due anni e mezzo mentre le famiglie di altri Paesi, come gli Stati Uniti, riescono a portare a casa i loro figli. Il lavoro diplomatico degli altri Paesi porta i suoi frutti perché fatto di rapporti e visite frequenti nella Repubblica del Congo. L'Italia, invece, crede di tenere i rapporti via telefono, evidentemente senza successo. Come se non bastasse, alcuni enti in difesa della CAI hanno intimato ad alcune famiglie di non partecipare alla protesta, pena la remissione del mandato conferito. Tutto ciò è inaccettabile. Gli enti e la CAI devono agire nell'esclusivo interesse dei bambini e dei genitori e queste minacce di sicuro non vanno in questa direzione.

A manifestare c'era anche una famiglia lucana, la famiglia Lionetti, che è seguita da un ente autorizzato con sede a Bari. "Noi non abbiamo ricevuto alcuna diffida dal nostro ente in merito alla partecipare a questo protesta. Tuttavia, sono ormai 847 giorni che attendiamo il giorno in cui potremo abbracciare i nostri due bambini ma al momento nessuna novità". Noi ci mettiamo la faccia e ormai siamo decisi ad andare fino in fondo per capire di chi sono le responsabilità di questo ritardo. La CAI a più riprese ci ha detto che la Commissione rappresenta il Governo. Va da sé che, quindi, le responsabilità vanno ricercate a Palazzo Chigi. 











Discarica Martucci: chi controlla la messa in sicurezza?

Dopo ben 4 interrogazioni parlamentari presentate con il collega Giuseppe L'Abbate (M5S), la questione della megadiscarica Martucci è approdata finalmente nel consiglio regionale della Puglia. Durante la seduta di martedì scorso, infatti, l’assessore Santorsola ha risposto ai quesiti posti dai consiglieri Antonella Laricchia e Antonio Trevisi sulle analisi delle acque dei pozzi nelle campagne della cosiddetta “Conca d’Oro”, sul rischio incendio e sui pericoli in generale per la mancata messa in sicurezza del sito nonché sulle operazioni di controllo e prevenzione della megadiscarica di Conversano (Bari) posta oggi sotto sequestro per numerose ipotesi di reato tra cui il disastro ambientale.

Dopo aver ripercorso la lunga storia del sito da più di trent’anni adibito a discarica, l’assessore regionale all’ambiente Domenico Santorsola ha ribadito che “corre l’obbligo di evidenziare quanto l’impianto complesso e tecnologicamente avanzato di trattamento dei rifiuti urbani sito in Conversano, nel rispetto di quanto la magistratura disporrà, sia importante al fine di garantire l’autosufficienza impiantistica a livello di Ambito Territoriale Ottimale e di rispettare il principio di prossimità”.

L’assessore ha poi ripercorso il lungo, laborioso e non ancora ultimato (ancora non è possibile visionare i risultati delle analisi delle acque dei pozzi artesiani) lavoro portato avanti dal Comitato Tecnico nato dall’ordine del giorno approvato nel novembre 2013, durante la discussione del PRGRU (Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani), e finanziato con ben 500.000 euro.

Se da un lato risulta incredibile come, dopo più di due anni, il Comitato Tecnico non sia riuscito a portare a termine la benché minima analisi nell’interesse delle intere comunità coinvolte, dando ragione alle nostre perplessità sorte sin dalla sua creazione dall’altro desta preoccupazione che non sembra esserci nessuno in grado di controllare e garantire che tutto il sito di contrada Martucci venga posto in sicurezza. Il pericolo di incendio o di altri danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini del sudest barese è così evidente che non ci capacitiamo come la Regione Puglia possa lavarsene le mani a norma di legge. Non ci fermeremo e continueremo a fare pressioni su tutti gli organi preposti affinché i cittadini di Conversano, Polignano, Mola e Rutigliano possano evitare di dover subire una nube tossica sprigionata dalla megadiscarica Martucci, rimasta apparentemente incontrollata.


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L'inutilità di un reato targato Lega-Forza Italia


L'unico obiettivo raggiunto dal reato di immigrazione clandestina in questi anni è stato quello di obbligare le procure a iscrivere sul registro degli indagati tutti gli immigrati irregolari, ingarbugliandoli in un processo penale (difesa d'ufficio, traduzioni e tutto il necessario a carico dello stato italiano) e rendendo di fatto impossibile l'espulsione dall'Italia degli stessi, fino al termine di tutto l'iter processuale (notoriamente molto lento in Italia), che spesso viene ulteriormente rallentato dagli eventuali ricorsi a disposizione del clandestino. Processo che spesso termina in una multa di svariate migliaia di euro nei fatti inesigibile, perché comminata a clandestini nullatenenti.

Ovvio che non è certo una ammenda o una sanzione amministrativa (che non verrà mai pagata), a scoraggiare il flusso di migranti disperati in fuga dai loro Paesi in guerra. Con l'abolizione del reato di immigrazione clandestina si potrà semplicemente respingere gli immigrati irregolari, come stabilito dalla legge Martelli del 1990 e ribadito 20 anni dopo dalla direttiva rimpatri della UE del 2010. I tribunali sarebbero meno ingolfati e ci sarebbero più risorse per gestire l'accoglienza di coloro che ne hanno diritto, i rifugiati in fuga dalle guerre. Il passo successivo è poi quello di rivedere il trattato di Dublino e stabilire delle quote europee per l'accoglienza dei richiedenti asilo. Come ultimo, ma non per importanza, sarebbe opportuno smettere di vendere armi a Paesi in conflitto e smettere di bombardare in giro per il Mondo, come avviene attualmente in Siria e Libia. È da oltre un anno che il Movimento 5 Stelle mostra la via da seguire per una gestione efficace dell'immigrazione (Mozione Di Stefano approvata alla Camera nel 2014) ma ancora poco è stato fatto dal Governo Renzi e dall’Europa.

Personalmente mi dispiace assistere, in questi giorni, all'opera di disinformazione messa in atto da alcuni partiti che cercano disperatamente di costruire sulle menzogne e sulla demagogia la loro campagna elettorale, strumentalizzando la vita dei migranti e la paura degli italiani. Dal canto nostro, noi continuiamo ad informare i cittadini italiani, nell'unico obiettivo di far conoscere i temi ai cittadini e per contribuire ad una gestione efficiente i flussi.

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