TAP: Mentre il Governo elude la legge, la Regione Puglia sonnecchia


Il progetto del gasdotto Tap procede sulla spinta del Ministero dello Sviluppo Economico, nonostante il parere negativo della Regione Puglia che, a sua volta, ha protestato con una serie di note inviate via e-mail al Ministro Guidi. Tuttavia, tali comunicazioni non hanno portato alcun risultato concreto. Anzi, sono una vera e propria presa in giro che, sia a livello nazionale che regionale, noi del Movimento 5 Stelle non riusciamo proprio a digerire. Adesso chiediamo a gran voce spiegazioni sia al Governo nazionale che da quello regionale. Come evidenziato dal nostro consigliere Antonio Trevisi (M5S), il Presidente della Regione, Michele Emiliano, di fatto non ha presentato ricorso al TAR, limitandosi ad inviare note di protesta al Governo Renzi, semplicemente ignorate da quest’ultimo.

Un comportamento inammissibile per il quale ho depositato, insieme ai miei colleghi, una interrogazione parlamentare a mia prima firma, indirizzata al ministero dello Sviluppo economico. Con questo atto parlamentare chiediamo il perché il dicastero non abbia preso atto delle note inviate dalla Regione Puglia e se non ritenga opportuno sospendere il progetto “Interconnessione TAP”, visto il mancato rispetto delle procedure di valutazione e condivisione prevista dalla legge vigente.

Il Governo Renzi continua a fare il bello ed il cattivo senza interpellare i cittadini. Con l’articolo 1 del decreto del 20 ottobre 2015, infatti, il ministero dello Sviluppo economico ha inserito il TAP nell’elenco dei gasdotti facenti parte della Rete Nazionale, con entrata in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione. Ciò, nonostante la Regione Puglia avesse segnalato a più riprese la “mancata sottoposizione del Piano stesso ad un regolare procedimento di valutazione ed accertamento della compatibilità ambientale” e nonostante la Regione Puglia avesse dichiarato il proprio dissenso all’opera. Un comportamento inaccettabile che, se non rettificato, troverà tutti noi del Movimento Cinque Stelle, uniti contro questo modus operandi a dir poco dispotico con il quale il Governo ha bypassato il volere dei cittadini e sta minacciando la vocazione turistica della nostra regione. 

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