Adozioni internazionali, M5S: la Boschi attui i nostri 5 punti



Della crisi delle adozioni internazionali e di come superarne l’attuale stallo abbiamo discusso a Montecitorio con una conferenza stampa che ho organizzato con il mio collega Alessandro Di Battista.

Il mondo delle adozioni internazionali, infatti, da qualche tempo a questa parte, sta vivendo una crisi profonda. Secondo gli ultimi dati disponibili sul sito della Commissione Adozioni Internazionali (CAI), nell’anno 2013 appena 2.825 bambini stranieri sono stati autorizzati all’ingresso in Italia rispetto agli oltre 4.000 del 2011. Un calo di circa il 30%.

Alla conferenza stampa insieme a noi, hanno partecipato enti, associazioni, famiglie e parlamentari per sottolineare, ancora una volta, l’inefficienza della CAI e per evidenziare gli ostacoli incontrati dalle coppie durante l’iter adottivo. Abbiamo poi presentato la nostra proposta di legge a mia prima firma che individua in “cinque punti” quelle che sono le possibili soluzioni per superare lo stallo che, in questo periodo, vivono le adozioni internazionali nel nostro Paese.

La proposta mia di legge prevede, prima di tutto, che la CAI passi sotto la competenza del Ministero degli Affari Esteri (attualmente è sotto il controllo della Presidenza del Consiglio), facendo leva sull’importanza del lavoro dei diplomatici nella gestione dei rapporti con gli altri Paesi. Prevede, inoltre, la figura di un referente negli uffici italiani all’estero in supporto alle agenzie per le adozioni internazionali (la proposta di legge modifica il nome degli enti autorizzati con agenzie) e la riduzione a nove del numero dei componenti della CAI, ottimizzando le figure previste. Infine, sono previsti maggiori controlli per le agenzie e maggiori tutele per le famiglie e soprattutto per i bambini.

Il mio collega Alessandro Di Battista ha voluto sottolineare che “Noi stiamo producendo soluzioni su problemi che toccano la carne viva della gente. I parlamentari dovrebbero fare questo: ascoltare le lobby dei cittadini. Ci sono problemi che il Governo potrebbe risolvere rapidamente, ma è troppo impegnato a fare altro”.

Intanto, a margine della conferenza, si è appreso dalle agenzie di stampa che il Governo ha affidato al Ministro Boschi la titolarità politica delle adozioni internazionali e la delega alle pari opportunità.

Parlando con le famiglie, in questi tre anni, ho raccolto un bisogno di maggiore tutela e di maggiore trasparenza in tutto l’iter adottivo. E proprio questo è l’obiettivo che ci prefiggiamo con questa proposta di legge. L’ultima volta, in relazione alle adozioni internazionali, il ministro Boschi aveva ricoperto il ruolo di mera accompagnatrice dei bambini provenienti dal Congo. Adesso che Renzi le ha affidato questa delega, pretendiamo quanto prima che la Boschi renda noto quello che intende fare per sbloccare questa situazione ormai divenuta insostenibile. Ad ogni modo chiediamo alla nuova responsabile di attuare le nostre proposte, nell’esclusivo interesse dei minori e delle coppie in attesa di adozione.

APPROFONDIMENTI

Il 7 maggio i cittadini in piazza contro il TTIP



Greenpeace ha oggi reso note 240 pagine segrete delle negoziazioni in corso tra Usa e Ue per la Nato economico: il TTIP. Il direttore di Greenpeace per l'Europa, Jorgo Riss, è stato molto chiaro: "vogliono che l'Ue abbassi o aggiri le sue tutele dell'ambiente e della salute pubblica nell'ambito del Ttip”. E ancora: “si sta spianando la strada a una gara al ribasso negli standard ambientali, della salute e della tutela dei consumatori".

La pubblicazione dei documenti da parte di Greenpeace dimostra quell'ovvio che nei media mainstream non arriva: l'accordo “non sarà un buon accordo” come ha dichiarato spesso la Commissione Europea. La settimana scorsa, il quotidiano inglese il Guardian ha pubblicato i resoconti di una riunione (segreta anch'essa) tra i funzionari europei e quelli della multinazionale del petrolio, la Chevron, responsabile in Ecuador di uno dei peggiori disastri ambientali della storia recente. Che cosa chiede, anzi pretende, Chevron? Che l'Unione Europea accetti le famigerate clausole ISDS, ovvero la possibilità di scavalcare i tribunali sovrani nazionali e quindi le leggi ambientali attraverso giudici privati.

Con il TTIP, quindi, a rischio non ci sono solo le regole europee su salute e ambiente, decisamente più sviluppate di quelle degli Stati Uniti, in gioco c'è la democrazia, gli ultimi diritti e le ultime prerogative costituzionali ancora in vigore nei paesi europei. Le negoziazioni, che hanno concluso il 12° round, avvengono nella massima segretezza e i pochi parlamentari che hanno avuto accesso ad alcune parti dei documenti a livello europeo o nazionale hanno denunciato di essere stati trattati come criminali oppure che il trattato "sa di totalitarismo". Obama ha recentemente sollecitato una rapida firma dell’accordo ad Hannover.

La società civile, quella che ad esempio ha promosso e vinto un referendum in Olanda contro l'accordo di associazione con l'Ucraina, ha dimostrato che il TTIP non lo vuole ed inizia a ribellarsi. Il 7 maggio in Italia ci sarà una grande mobilitazione contro il TTIP. E' il momento di partecipare, è il momento che anche il nostro Paese mandi un messaggio chiaro contro un trattato preteso dalle corporazioni (e quindi da Renzi) contro i diritti, le costituzioni e il lavoro.