Adozioni internazionali: crollano del 50% a causa dei mancati rimborsi


Le scene dei piccoli bambini adottati dal Kenya che, nel maggio 2014, sull’aereo di ritorno in Italia giocavano e ridevano con il ministro Maria Elena Boschi, facendo treccine dei suoi capelli, sono ancora impresse nella mente di molti italiani. Da allora, però, la situazione delle adozioni internazionali non pare essere migliorata affatto. Anzi. Nonostante lo scorso 8 maggio, proprio in concomitanza con la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge per superare lo stallo nelle adozioni internazionali a mia prima firma, durante il Consiglio dei Ministri il premier Renzi incaricò la Boschi di divenire la nuova Presidente della CAI (Commissione per le Adozioni Internazionali), ad oggi manca ancora la pubblicazione in gazzetta ufficiale. Non solo, rispondendo in Aula a Montecitorio al question time, il ministro Boschi non ha fatto altro che ribadire la preoccupante situazione relativa ai fondi che dovrebbero servire per supportare le famiglie che hanno sostenuto una adozione. Molte di queste sono in attesa addirittura dal 2011.

"Con la Legge di stabilità relativa al 2016 abbiamo istituito un apposito fondo, presso il ministero dell'Economia, che attualmente è gestito dal segretario generale di Palazzo Chigi, in attesa che sia data attuazione alla legge delega di riordino della pubblica amministrazione – ha dichiarato il ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi – Il fondo prevede appositamente delle risorse di 15 milioni di euro all'anno a decorrere dal 2016 oltre a 7,5 milioni di euro derivanti dai riporti relativi alle annualità precedenti a cui si aggiungono – ha concluso il ministro – ulteriori 12,5 milioni di euro sempre nell’ambito del fondo per le adozioni internazionali che sono destinati ai rimborsi per le spese sostenute”.

Uno scenario che mi preoccupa e non poco. I dati finalmente pubblicati dalla CAI dimostrano quanto incidano i mancati rimborsi sul crollo delle adozioni internazionali in questi ultimi anni. Infatti, dal 2010 si è passati dalle 4.130 adozioni internazionali andate a buon fine alle 2.206 del 2014. Proprio con un mio ordine del giorno alla legge di stabilità 2016, accolto, il Governo si è impegnato a valutare l’opportunità di sostenere la CAI nella sua attività di risoluzione dei rimborsi delle procedure adottive, assicurando alla stessa la dotazione finanziaria con necessari e conseguenti provvedimenti. Tuttavia le famiglie, ad oggi, sono ancora in attesa. Ora il ministro Boschi ha dichiarato di avere a disposizione circa 35 milioni di euro ma non è del tutto chiaro se saranno interamente utilizzati per il sostegno delle adozioni internazionali oppure se solo una parte sarà destinata a tale scopo, visto che almeno per i 15 milioni annui stanziati a decorrere da quest’anno, si parla di sostegno alla CAI in generale.

Come al solito, questo Governo utilizza la tattica della confusione per non dare risposte chiare e trasparenti. Adesso le risorse a disposizione sono note e mi aspetto un netto cambio di marcia da parte della CAI. Dopo tre anni in cui i bambini, le famiglie ed il sottoscritto ci siamo imbattuti davanti al muro insormontabile della Presidente Silvia Della Monica, mi auguro con la nomina della Boschi la musica cambi anche se, occorre ammetterlo, ritengo alquanto improbabile riuscire a fare di peggio della vecchia gestione: ma con il Governo Renzi, si sa, al peggio non c’è mai fine.

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