Adozioni internazionali: il M5S incalza la Boschi, la Ministra tace


C’era tanta attesa per l’audizione della Ministra Boschi, da poco nominata dal Premier Renzi, nuova presidente della Commissione Adozioni Internazionali (CAI) ma, a conti fatti, poco o nulla è emerso sulle responsabilità della gestione dell’Ente governativo in questi ultimi due anni. Chiamata in Commissione Giustizia a dare il suo contributo visto il momento cruciale per le adozioni internazionali, nonostante le nostre domande specifiche e puntuali, Maria Elena Boschi si è limitata a parlare di quello che ha intenzione di fare da settembre, senza tuttavia dare spiegazioni sulla precedente gestione, nonostante la CAI sia stata ed è attualmente sotto la responsabilità proprio del suo Governo.

Il mondo delle adozioni internazionali da qualche tempo a questa parte, sta vivendo una vera e propria crisi a scapito delle famiglie e dei bambini. Secondo gli ultimi dati disponibili sul sito della CAI, dal 2010 si è passati dalle 4.130 adozioni internazionali andate a buon fine alle 2.206 del 2014. Un calo di circa il 50% in 4 anni. Le cause di questo calo sono da ricercare principalmente tra i tempi di adozione di cui non si hanno dati certi, e la questione dei costi, visto che si va da un minimo di 20.000 a oltre 50.000 euro per ciascuna procedura.

Cresce, dunque, la consapevolezza che sia necessaria una riforma strutturale del mondo delle adozioni internazionali e che non sia un caso che circa i due terzi delle coppie desiderose di intraprendere la procedura adottiva si perdano lungo il percorso, sfiniti dai tempi di attesa o dai costi sostenuti quando invece ci sono tanti bambini che avrebbero necessità e diritto di avere una famiglia e di ricevere affetto dai loro genitori adottivi. Ho presentato una proposta di legge a mia prima firma per apportare delle modifiche alla legge 184 del 1983 che prevedano una maggiore trasparenza da parte degli enti autorizzati su procedure, costi e tempi previsti per concludere la pratica adottiva, su eventuali problemi con il Paese prescelto e sulle concrete prospettive di adozione.

Inoltre, la proposta di legge prevede la riduzione dei componenti della CAI da 23 a 9 con la partecipazione attiva di rappresentanti di famiglie e di “adottati”, due categorie che sarebbero in grado di portare un prezioso contributo innovativo. Non manca, infine, la pianificazione di un sostegno post adottivo per le famiglie in modo da favorire un accompagnamento qualificato durante la fase di ingresso del minore in Italia, il suo inserimento scolare e i controlli sanitari idonei.
Le famiglie chiedono di riassettare il mondo delle adozioni internazionali e la mia proposta di legge va proprio in quella direzione. Adesso questa proposta di legge è al vaglio dei cittadini che potranno dare il loro suggerimenti sul nostro sistema operativo Rousseau. A metà settembre, se la maggioranza in Parlamento sarà sensibile all’argomento, questa proposta di legge si potrà discutere e aprpovare in Aula.

APPROFONDIMENTI
https://www.youtube.com/watch?v=ayDRcbbOWgs
il video dell'audizione della Ministra Boschi in Commissione Giustizia