Piloti ed assistenti di volo italiani svantaggiati, ho chiesto chiarezza


Vi sono categorie di lavoratori quali piloti e assistenti di volo ai quali, per motivi di servizio, viene richiesto di viaggiare da e verso Paesi tra di loro incompatibili (come ad esempio Israele e Arabia Saudita che non permettono l’entrata nel Paese con lo stesso passaporto). Tali lavoratori, proprio per i turni a cui sono sottoposti, non riescono a recarsi presso la questura di residenza per «scambiare» il passaporto prendendo quello depositato. Come se non bastasse, questi piloti ed assistenti di volo, impegnati in attività non programmate quali ad esempio servizi di aerotaxi o l’evacuazione di emergenza, non hanno possibilità di conoscere in anticipo le destinazioni presso cui faranno scalo nello stesso turno di servizio.

Dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni cittadini addetti ai lavori, ho presentato una interrogazione parlamentare rivolta al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e al ministro degli Interni Angelino Alfano. Obiettivo: assumere iniziative che vadano incontro alla categoria del personale navigante che per comprovate esigenze di servizio si trovi nella necessità di avere con sé contemporaneamente più di due passaporti, vista l’importanza di questa misura per tale personale (piloti e assistenti volo) impiegato presso compagnie estere.

Il limite massimo di due passaporti e la non contemporanea detenzione degli stessi pone i piloti e gli assistenti di volo italiani in evidente situazione di svantaggio nei confronti dei loro colleghi degli altri Stati europei, in evidente contrasto con l’articolo 35 della Costituzione. Il limite massimo di due passaporti reca pregiudizio al diritto dei membri di equipaggio impegnati presso compagnie estere di uscire dal territorio italiano ai sensi dell’articolo 16 della Costituzione. Il Governo italiano dovrebbe andare incontro alla categoria del personale navigante che per comprovate esigenze di servizio si trovi nella necessità di avere con sé contemporaneamente più di due passaporti. Sulla normativa italiana di riferimento (legge 1185 del 1867) non è evidenziato alcun limite riguardo il numero massimo di passaporti ottenibili da ciascun cittadino.

Il rilascio di un eventuale secondo passaporto è inoltre regolamentato dal Decreto del Ministro degli Affari Esteri n. 303/33 del 2010, il quale non esclude il rilascio di un numero maggiore di passaporti, ponendo la questione del rilascio e della detenzione contemporanea di tre passaporti solo come un problema tecnico di procedura e non come un problema legislativo.

Ad oggi, non mi risultano motivi ostativi presso nazioni estere, che ritengano il possesso di più di un passaporto in contrasto con le disposizioni di legge locali. La maggioranza dei Paesi aderenti all’Ue pone limiti ben diversi da quelli posti in Italia. Ad esempio, in Germania è possibile ottenere fino ad un massimo di quattro passaporti. L’attuale crisi in cui versa il settore aeronautico italiano, le possibilità di lavoro all’estero offerte dal mercato comune e la richiesta al momento di assunzione presso compagnie estere di possedere più passaporti per ovviare ai problemi qui esposti pone la categoria del personale navigante di cittadinanza italiana in una situazione di svantaggio nei confronti dei colleghi europei. Mi auguro che sia Gentiloni che Alfano si rendano conto al più presto che la situazione è risolvibile con un po’ di buon senso e che presto, anche i nostri piloti ed assistenti di volo, abbiano gli stessi diritti dei loro omologhi concittadini europei.

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