Uno stato non ha amici ma interessi [video]


Questo il mio intervento in aula in dichiarazione di voto sulle missioni internazionali:

"E' un periodo in cui cambiano gli equilibri internazionali tra i vari Paesi. Negli Usa il Presidente Trump chiede di rivedere il ruolo della NATO e l’Europa rischia di uscire ancora più frammentata dalle prossime elezioni nazionali in Francia, Olanda e Germania dopo la gestione fallimentare di questi ultimi anni. Cosa succede invece in Italia? Qui da noi è tutto fermo! Abbiamo il “brodino riscaldato” del Governo Gentiloni, che ha come unico scopo quello di mantenere lo status quo e fare in modo che gli italiani vadano alle urne il più tardi possibile, aumentando il rischio che il nostro Paese resti il fanalino di coda nel futuro politico del nostro continente. Mentre si tagliano i fondi per la sanità, per le politiche sociali, per la scuola e, mentre la disoccupazione continua ad aumentare, il Partito Democratico ha bloccato il Parlamento e l’intero Paese in attesa del proprio congresso e di risolvere le proprie beghe interne al partito, costringendo un intero Paese all’immobilismo.

Ma un paio di cose le hanno fatte Sig. Presidente. E tra quelle poche cose fatte: il piano salva-banche con cui in una notte hanno dato 20 miliardi alle banche, fatte fallire sempre dal PD, e l’aumento della spesa per le missioni militari all’estero. Un aumento dell’8% rispetto al 2016, in totale quasi 1 miliardo e mezzo. In politica estera, dove oggi siamo rappresentati da Angelino “combinaguai” Alfano i nostri alleati ci considerano un piccolo paese uscito sconfitta dalla seconda guerra mondiale. Abbiamo una sovranità limitata e gestita direttamente da USA, NATO ed Unione Europea. Infatti, sembra ci sia una certa predisposizione da parte del Governi italiani nel giocare a Risiko per conto terzi. L'Italia ha un elevato numero di militari all’estero! In quasi tutti gli scenari di guerra c’è almeno una nostra pedina, ma non per nostri interessi diretti. Spesso siamo in guerre che non ci appartengono e che portano più svantaggi che vantaggi alla nostra causa. Guerre che vanno nella direzione opposta rispetto all’interesse dell’Italia e degli Italiani. Gli stati non hanno amici ma interessi e gli italiani fanno fatica a capire perché dovremmo difendere quelli altrui quando non coincidono con i nostri. Inoltre, il Paese è vulnerabile non solo per ragioni militari, economiche e finanziarie ma anche morali. Anzi è vulnerabile principalmente per motivi morali: paghiamo cattiva amministrazione, lassismo e corruzione della classe politica.

Avete inviato militari ai confini con la Russia, nei Paesi baltici, per imposizione Nord atlantiche, quando invece fare l’interesse degli italiani vorrebbe dire scongelare immediatamente i rapporti con la Russia ed eliminare le sanzioni, viste le ingenti perdite di quote in termini di export agroalimentare che stanno subendo le imprese italiane. Lo stesso si può dire per la nostra presenza in Afghanistan dove l'Italia è presente con 900 uomini ad Herat e in IRAQ dove siamo presenti dal 2003, a seguito dell’invasione americana, con 1500 uomini, di cui 5/600 a presidio della diga di Mousul, appaltata ad una azienda italiana. In altre parole signor Presidente, i nostri uomini fanno vigilanza alla diga per una azienda privata. In Libia, invece, ci siamo dal 2011 quando ci siamo accodati a francesi ed inglesi, che hanno bombardato senza neanche avvisarci, nonostante il rapporto privilegiato che l’allora governo italiano stingeva con Gheddafi.

E' giunto il momento in cui l’Italia deve farsi promotrice di un tavolo di pace e riprendersi il ruolo chiave che ha sempre avuto nel Paese nordafricano, soprattutto dopo il fallimento da parte degli inviati ONU. Ma su questo Gentiloni ed Alfano dormono, attendono che siano gli altri a fare la prima mossa. Abbiamo militari in giro per il mondo ma la guerra ce l’abbiamo in casa. Siamo soli e in affanno nella gestione dei flussi migratori. Siamo un bersaglio sensibile per i terroristi! Vi ricordo che gli attentati in Europa sono stati realizzati da lupi solitari e foreign fighter di ritorno. Quello che si poteva fare da subito già con questo atto, era ottimizzare l’uso di mezzi e uomini abbandonando alcune missioni inutili per concentrare le risorse sulla difesa interna, dei nostri confini. Sarebbe stato opportuno investire più risorse in sicurezza interna, evitando ulteriori tagli alle forze dell’ordine e privilegiando un lavoro maggiore da parte dell’intelligence che avrebbe favorito gli scambi con i Paesi europei e balcanici. Invece, questo rifinanziamento rappresenta un'ulteriore occasione persa per il nostro Paese.

La maggioranza in Parlamento ha dimostrato ancora una volta di essere succube del governo e non c’è stata possibilità concreta per le opposizioni di intervenire su questa relazione. L'ennesima dimostrazione che questo Parlamento continua a ripetere gli errori del passato. Per questo, Sig. Presidente, esprimo a nome del M5S il voto contrario a questo decreto. Le missioni internazionali devono diventare uno strumento a servizio della politica estera e al servizio degli interessi dei cittadini italiani, non un modo per privare risorse alla nostra sicurezza interna.

Ma gli italiani sig. Presidente sanno che una speranza ancora c'è: quella di poter avere una politica estera indipendente con un Governo a cinque stelle".


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